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  • Sabato 31 gennaio 2026

I molti settori per cui l’Unione Europea dipende dagli Stati Uniti

Usiamo sistemi americani per tutto, dalla difesa ai pagamenti ai satelliti: può diventare un problema

Un uomo avvolto nella bandiera statunitense (AP/Damian Dovarganes)
Un uomo avvolto nella bandiera statunitense (AP/Damian Dovarganes)

L’atteggiamento ostile, minaccioso e aggressivo di Trump sta portando le istituzioni europee e i leader di molti paesi a distanziarsi dagli Stati Uniti, da vari punti di vista. La Francia per esempio smetterà progressivamente di usare servizi digitali statunitensi nella pubblica amministrazione, e la Germania sta costruendo un proprio sistema satellitare antimissile, slegato da quello statunitense.

Non è facile però, e anzi potrebbe diventare un grosso problema: i paesi dell’Unione Europea dipendono dagli Stati Uniti per molti settori, e questo li rende vulnerabili.

Difesa
L’Europa dipende dagli Stati Uniti per la propria difesa in modi molto concreti: gli Stati Uniti sono il paese più importante della NATO, l’alleanza militare a cui appartengono quasi tutti gli stati europei; hanno decine di migliaia di soldati sul continente (circa 80mila nei paesi europei della NATO, nel 2024); e controllano una parte consistente delle testate nucleari in Europa.

La gran parte degli eserciti europei si arma grazie alle industrie statunitensi. La dipendenza è particolarmente forte per le tecnologie più avanzate, come missili, aerei da combattimento e sistemi antimissile, per le quali le industrie statunitensi dispongono di tecniche e di conoscenze difficilmente replicabili.

– Leggi anche: L’Europa può difendersi da sola?

Un F-35A al momento della cerimonia di consegna ufficiale nella base aerea di Florennes, in Belgio 13 ottobre 2025 (AP/Geert Vanden Wijngaert)

Un aereo militare statunitense F-35A al momento della cerimonia di consegna ufficiale nella base aerea di Florennes, in Belgio, il 13 ottobre 2025 (AP/Geert Vanden Wijngaert)

Energia
Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 l’Unione Europea ha deciso di ridurre le importazioni di gas russo e ha iniziato a sostituirlo con gas statunitense, che è diventato presto fondamentale. Dal 2021 al 2024 la percentuale di gas importato dagli Stati Uniti è più che raddoppiata, passando da circa il 19 al 45 per cento del totale.

Il gas statunitense arriva in Europa come gas naturale liquefatto (GNL), trasportato su grandi navi metaniere e poi rigassificato prima di essere immesso nelle reti nazionali. È una procedura costosa, che era ritenuta poco conveniente fino a quando l’inizio della guerra in Ucraina ha causato un forte aumento dei prezzi.

L'aumento delle esportazioni di gas naturale liquido dagli Stati Uniti verso l'Unione Europea dal 2018 al 2025, e i principali paesi che lo acquistano. La quantità è espressa in miliardi di piedi cubi al giorno (1 miliardo di piedi cubi è equivalente più o meno a 28,3 milioni di metri cubi).

L’aumento delle esportazioni di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti verso l’Unione Europea dal 2018 al 2025, e i principali paesi che lo acquistano. La quantità è espressa in miliardi di piedi cubi al giorno (1 miliardo di piedi cubi è equivalente più o meno a 28,3 milioni di metri cubi). La fonte del grafico è l’American Petroleum Institute, che ha elaborato dati del governo statunitense.

È probabile che nei prossimi anni la quantità di gas naturale liquefatto importato dagli Stati Uniti continui ad aumentare, anche perché nel 2025 la Commissione Europea ha promesso di acquistarne di più, proprio per cercare di ingraziarsi Trump. «Abbiamo scelto di sostituire una dipendenza con un’altra», ha detto al New York Times Henning Gloystein, un ricercatore dell’Eurasia Group. «Tre anni fa sembrava una buona idea, oggi non tanto».

Spazio e comunicazioni satellitari
I satelliti garantiscono le comunicazioni in situazioni di emergenza e sono usati anche in ambito militare, per esempio per guidare o intercettare missili o droni e permettere ai soldati di orientarsi. L’Unione dipende dagli Stati Uniti anche in questo. Intanto sta sviluppando una propria costellazione di satelliti chiamata IRIS² (Infrastruttura per la Resilienza, Interconnettività e Sicurezza via Satellite), che secondo la Commissione dovrebbe essere completata «attorno al 2029».

Anche avere le capacità per mettere in orbita satelliti propri è un problema. Il programma spaziale europeo ha molti meno fondi rispetto a quello statunitense ed è meno sviluppato. L’Unione Europea ha un proprio vettore funzionante (Ariane) e un proprio sistema di lancio (Vega), ma non sono ancora sufficienti.

In molti casi questi devono affidarsi ai lanci di SpaceX, l’azienda del miliardario statunitense Elon Musk, che però ha un rapporto complicato con l’Unione: in passato ha cercato di interferire con la politica interna di alcuni paesi, sostenendo l’estrema destra, e la Commissione Europea ha accusato il suo social network X di varie violazioni.

Un razzo Ariane 6 (foto dell'Agenzia Spaziale Europea)Un razzo Ariane 6 (foto dell’Agenzia Spaziale Europea)

Internet e servizi digitali
Il 90 per cento della capacità di comunicazione attraverso i cavi sottomarini usati per le comunicazioni tra Stati Uniti e Unione Europea è controllato da aziende statunitensi. Anche la stragrande maggioranza degli smartphone utilizzati nell’Unione ha sistemi operativi statunitensi.

Siti e servizi online funzionano grazie a cloud provider, aziende che si occupano di conservare dati e informazioni nei loro server. Un’enorme parte dei dati di persone e aziende europee è conservata da tre cloud provider statunitensi: Amazon, Google e Microsoft. Oltre alla dipendenza questo crea un problema di protezione dei dati, poiché le autorità statunitensi possono chiedere di accedere alle informazioni conservate sui server di queste aziende.

– Leggi anche: I nostri dati passeranno sempre più spesso lungo cavi sottomarini

L'esterno della sede della Corte Penale Internazionale, all'Aia, nei Paesi Bassi (AP/Omar Havana)

L’esterno della sede della Corte penale internazionale, all’Aia, nei Paesi Bassi (AP/Omar Havana)

I pagamenti
Anche i pagamenti digitali nell’Unione Europea avvengono soprattutto grazie a due grandi aziende statunitensi: Visa e Mastercard, alle quali negli ultimi anni si è aggiunta PayPal. Come per internet e i servizi digitali, il rischio è che gli Stati Uniti sospendano l’uso di questi sistemi di pagamento come mezzo di pressione politica. Anche in questo caso ci sono precedenti: per esempio le carte Mastercard e Visa sono diventate inutilizzabili in Russia dopo le sanzioni del 2022. Anche persone oggetto di sanzioni individuali, come i giudici della Corte penale internazionale e la relatrice delle Nazioni Unite Francesca Albanese, hanno problemi simili.

La dipendenza varia tra i paesi europei: Irlanda e Paesi Bassi sono totalmente dipendenti da Visa e Mastercard mentre altri, come la Germania e la Francia, hanno anche sistemi nazionali (anche l’Italia ne ha uno, PagoBancomat, che però non è molto diffuso). L’Unione Europea potrebbe rendersi più indipendente introducendo l’euro digitale, una valuta non appoggiata ai circuiti tradizionali, come le carte di credito o il bancomat. La Banca Centrale Europea ci sta lavorando e si stima che potrebbe diventare operativo dal 2029.