Elena Rybakina ha battuto Aryna Sabalenka e ha vinto gli Australian Open
È stata la finale tra le due migliori tenniste al mondo sul cemento, ed è un risultato sorprendente solo in parte

La tennista kazaka Elena Rybakina ha vinto gli Australian Open, battendo in finale la bielorussa e numero 1 del mondo Aryna Sabalenka, per 2 set a 1 e con il punteggio di 6-4, 4-6, 6-4. Rybakina ha 26 anni, prima del torneo era la numero 5 della classifica mondiale e dopo questa vittoria salirà al terzo posto: è la sua seconda vittoria in un torneo del Grande Slam, i quattro più importanti del tennis (l’altra era stata al torneo di Wimbledon nel 2022).
È un risultato in parte inatteso, sia per i pronostici di inizio torneo che per come si era messa la partita: Sabalenka è la tennista più forte al mondo sul cemento, la superficie su cui si giocano gli Australian Open, e ha già vinto il torneo due volte. Ma soprattutto, all’inizio del terzo e decisivo set era in vantaggio per 3 a 0, sembrava in controllo della partita ed è stata sorprendentemente rimontata da Rybakina.
D’altra parte, se c’è una tennista in grado di battere Sabalenka sul cemento quella è proprio Rybakina: è l’unica in grado di pareggiare la potenza dei suoi colpi, e con un servizio tanto efficace da non subire l’aggressività di Sabalenka in risposta. Il servizio è il colpo con cui si inizia il punto e solitamente mette chi lo esegue nella condizione di controllare lo scambio, ma Sabalenka è spesso in grado di rispondere con colpi potenti e precisi che ribaltano la situazione in suo favore.
Già lo scorso novembre Rybakina aveva battuto Sabalenka nella finale delle WTA Finals, il torneo di fine anno tra le otto migliori tenniste della stagione, che si gioca proprio sul cemento (ma al chiuso, invece che all’aperto come gli Australian Open, una condizione che rende ancora più efficaci le tenniste dai colpi potenti). Era la seconda volta che Rybakina e Sabalenka si incontravano in finale agli Australian Open: l’altra fu nel 2023 e vinse Sabalenka in una partita comunque combattuta.
La finale di quest’anno è stata una partita non particolarmente divertente per i primi due set, vinti rispettivamente da Rybakina e da Sabalenka (si giocava al meglio dei tre set, quindi vinceva chi arrivava per prima a due). Il motivo è che entrambe hanno mantenuto un livello di gioco molto alto e commesso pochi errori, per quanto possa sembrare controintuitivo: Rybakina e Sabalenka però sono due tenniste che prediligono gli scambi brevi, che si risolvono in pochi colpi, e quindi non c’è stato quasi modo di vederle impegnate in punti lunghi e combattuti. Entrambe hanno approfittato dell’unico momento di difficoltà dell’avversaria per vincere i primi due set.
Nel terzo set le cose sono un po’ cambiate, probabilmente anche per la stanchezza accumulata e la tensione: Rybakina ha iniziato male, commettendo errori banali, e Sabalenka sembrava essersi messa nelle migliori condizioni per vincere, portandosi sul punteggio di 3 game a 0 (i game sono le parti in cui è suddiviso un set, e per vincere un set bisogna vincere 6 game).
Da quel momento però Rybakina è salita di livello ed è sembrata giocare con meno tensione, rischiando di più nei punti decisivi (nel tennis si usa spesso l’espressione «lasciando andare il braccio»: cioè con meno limitazioni dovute alla paura di sbagliare). Ha rimontato, è andata in vantaggio e non ha più concesso a Sabalenka occasioni per rientrare in partita.
Nonostante sia la tennista numero 1 al mondo, Sabalenka ha spesso avuto problemi nella gestione delle sue partite più importanti o dei momenti decisivi delle finali. Questa è la sua seconda sconfitta consecutiva in finale agli Australian Open, dopo quella del 2025 contro Madison Keys, ed è la terza nelle ultime quattro finali giocate nei tornei del Grande Slam. In carriera Sabalenka ha vinto quattro tornei del Grande Slam, tutti sul cemento.
Per Rybakina il 2025 è stato un anno complicato: le sue prestazioni sono state molto altalenanti e almeno fino a fine anno aveva vinto poco, pur restando tra le migliori tenniste al mondo. È sembrata in grande ripresa proprio durante le WTA Finals vinte in finale contro Sabalenka a novembre.
Non è chiaro in che misura, ma le sue difficoltà in campo sono dipese anche da diversi cambi di allenatore e da una controversia che ha riguardato il suo allenatore storico, il croato Stefano Vukov. Rybakina aveva interrotto il rapporto di lavoro con lui nell’estate del 2024, poi all’inizio del 2025 aveva annunciato di averlo ripreso a lavorare con sé, ma la WTA (l’organizzazione del tennis femminile mondiale) glielo aveva impedito, sospendendo Vukov dal tennis per un anno: il motivo non è mai stato comunicato in via ufficiale, ma il giornale sportivo The Athletic, tra i più attendibili al mondo, aveva scoperto tramite sue fonti che la sospensione era dovuta all’accusa di maltrattamenti da parte di Vukov nei confronti di Rybakina. Lei ha sempre negato di averne subiti.
La sospensione di Vukov è stata revocata dopo un ricorso ad agosto del 2025, e ora Vukov è tornato ad allenare Rybakina.



