In Germania ci sono troppe patate
Perché la produzione è eccessiva, e a Berlino hanno cominciato a regalarle

Nelle scorse settimane a Berlino sono state distribuite gratuitamente ai cittadini duecento tonnellate di patate. È successo perché in questi mesi diversi paesi europei, tra cui la Germania, hanno registrato una sovrapproduzione piuttosto consistente nel raccolto delle patate che è andato ben oltre le capacità di assorbimento del mercato.
Lo scorso anno i produttori tedeschi avevano raccolto circa 13,4 milioni di tonnellate di patate, il 17 per cento in più rispetto alla media pluriennale. Di fronte a una produzione così abbondante, il consumo nazionale stimato per il 2024/25 è di poco meno di 8 milioni di tonnellate, creando un ampio divario tra le patate raccolte e la domanda effettiva. Per evitare un crollo dei prezzi, una parte delle tonnellate invendute è stata distrutta, benché le patate fossero ancora commestibili.
L’azienda tecnologica Ecosia, che è nota per il suo impegno per la crisi climatica, dopo essere venuta a conoscenza che l’azienda di patate Osterland Agrar, vicino a Lipsia, era rimasta con 4.ooo tonnellate di invenduto ha deciso di intervenire per evitare che venissero sprecate.
Ecosia ha collaborato con il quotidiano Berliner Morgenpost per organizzare un’operazione di raccolta e distribuzione gratuita delle patate, che ha permesso a migliaia di persone di ritirarle senza costi. Ecosia si è occupata della parte logistica, finanziando il trasporto delle patate dai magazzini vicino a Lipsia fino a Berlino, mentre il Morgenpost ha coordinato la distribuzione sul territorio. Per facilitare l’accesso, è stato creato un sito web dove sono elencati tutti i punti di distruzione delle patate a Berlino e dintorni.
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L’iniziativa, però, è stata criticata da alcune associazioni agricole, che l’hanno definita una minaccia per i produttori regionali e per l’equilibrio dei mercati locali. Ecosia e Osterland Agrar hanno risposto spiegando che l’operazione è rivolta soprattutto alle scuole, ai banchi alimentari e alle chiese. Hanno inoltre chiarito che probabilmente non sarà possibile distribuire tutte le 4.000 tonnellate di patate disponibili: i fondi a disposizione non sono sufficienti a coprire i costi logistici necessari per un’operazione di queste dimensioni.



