• Mondo
  • Venerdì 30 gennaio 2026

Il governo svedese prova a mandare in carcere più minorenni

Sta promuovendo riforme molto criticate con l'obiettivo di indebolire le bande criminali

Poliziotti sul luogo di una sparatoria avvenuta a Uppsala, in Svezia, il 29 aprile del 2025 che coinvolgeva persone minorenni appartenenti alla criminalità organizzata (Jonas Gratzer/Getty Images)
Poliziotti sul luogo di una sparatoria avvenuta a Uppsala, in Svezia, il 29 aprile del 2025 che coinvolgeva persone minorenni appartenenti alla criminalità organizzata (Jonas Gratzer/Getty Images)
Caricamento player

Questa settimana il governo svedese, di centrodestra, ha presentato una proposta di riforma della giustizia che fra le altre cose riduce l’età minima per essere perseguibili penalmente da 15 a 13 anni in via sperimentale, per cinque anni. Inoltre a partire dal prossimo 1° luglio potranno essere incarcerate anche le persone tra i 15 e i 17 anni condannate per reati particolarmente gravi, che ora scontano le pene in istituti minorili. Otto carceri si stanno attrezzando per alloggiarli, dopo che la misura è stata approvata dal parlamento svedese lo scorso autunno.

Il governo difende le misure dicendo di voler limitare l’aumento della criminalità minorile legato al sempre più comune reclutamento dei minorenni nelle bande criminali svedesi. Le misure però hanno ricevuto molte critiche, da parte di opposizione e attivisti ma anche dalle istituzioni penitenziarie.

Il governo spera di far entrare in vigore la riforma entro la prossima estate. La legge renderebbe penalmente perseguibili i 13enni solo nei casi di reati estremamente gravi, come l’omicidio o lo stupro aggravato, pur con grossi sconti di pena: per esempio, un ragazzino di 13 anni che commette un omicidio potrebbe essere condannato da 1 a 3 anni di carcere, mentre un 14enne da 3 a 4 anni. Per altri reati gravi e legati alla criminalità organizzata, come il trasporto d’armi, sono previste pene più lievi come la libertà vigilata. Più in generale il governo propone inoltre di inasprire le pene per le persone dai 15 ai 20 anni.

In Italia, e anche in altri paesi europei come la Spagna e la Germania, l’età minima per essere imputati è di 14 anni. In Francia è di 13 anni e in Inghilterra e Galles è di 10 anni (come regola generale, e semplificando molto: in tutti i casi ci sono eccezioni e attenuanti).

Il primo ministro svedese Uf Kristersson a Bruxelles

Il primo ministro svedese Ulf Kristersson a Bruxelles il 22 gennaio 2026 (AP Photo/Harry Nakos)

In Svezia le bande criminali sono un problema da anni e sono formate principalmente da cittadini svedesi di seconda generazione (ossia figli di persone immigrate) spesso cresciuti nei quartieri più poveri e meno integrati di grandi città come Stoccolma, Göteborg e Malmö. Nel 2022 il primo ministro Ulf Kristersson, del Partito Moderato (centrodestra), si insediò con la promessa di risolvere questo problema e da allora ha promosso diverse riforme per rendere più rigide le pene e limitare l’immigrazione. L’ha fatto anche perché il suo governo ha bisogno dell’appoggio esterno dei Democratici Svedesi, il partito di estrema destra che ottenne più voti alle ultime elezioni.

Negli ultimi due anni la presenza di minori nelle bande è aumentata. Nel 2024 il numero di persone che avevano fra i 15 e i 17 anni condannate per omicidio o tentato omicidio è stato sette volte superiore a quello del 2022. Nello stesso periodo quelle con meno di 15 anni sospettate di essere coinvolte in casi di omicidio sono passate da 27 a 141.

I minorenni vengono reclutati perché non devono affrontare gli stessi controlli di polizia degli adulti, perché per via della loro età hanno maggiori possibilità di ottenere sconti di pena e perché (finora) se avevano meno di 15 anni non potevano essere giudicati penalmente responsabili di un crimine.

Il ministro della Giustizia Gunnar Strömmer nel 2024 (ANSA/EPA/THOMAS TRAASDAHL)

– Leggi anche: In Svezia il gangsta rap fa emergere problemi irrisolti

Da un lato, il governo sostiene che le riforme renderebbero meno conveniente assoldare minorenni da parte delle bande criminali, e quindi contribuirebbe a risolvere il problema. Dall’altro, l’amministrazione penitenziaria e di sorveglianza (l’organo che gestisce le prigioni svedesi), la polizia e la procura svedesi hanno sostenuto che incarcerare persone così giovani sarà controproducente a lungo termine, e che questo non fermerà le bande criminali dall’assoldare persone ancora più giovani.

In un’opinione presentata al governo, l’amministrazione penitenziaria ha detto di non essere «né preparata né attrezzata per gestire bambini di appena 14 anni, figuriamoci di 13». In questi mesi le prigioni che si stanno preparando ad accogliere gli adolescenti stanno ancora discutendo su come strutturare i programmi scolastici che i detenuti dovranno seguire, o se permettere loro di avere accesso a internet. Per ora hanno deciso di chiudere le porte delle celle durante la notte, cosa che in Svezia non succede nelle prigioni per adulti.

Il ministro della Giustizia Gunnar Strömmer ha detto di essere «molto consapevole» che questa legge non convince gli esperti, ma che lui e il governo sono «comunque giunti alla conclusione che i rischi sono maggiori se continuiamo come prima».