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  • Giovedì 29 gennaio 2026

Israele ha accettato il conteggio dei palestinesi sulle persone uccise a Gaza

Oltre 70mila, in più di due anni di continui attacchi e bombardamenti

Un campo di tende che ospitano i palestinesi sfollati dalla città di Gaza, il 28 gennaio 2026 (AP Photo/Jehad Alshrafi)
Un campo di tende che ospitano i palestinesi sfollati dalla città di Gaza, il 28 gennaio 2026 (AP Photo/Jehad Alshrafi)

Per la prima volta l’esercito israeliano ha accettato il conteggio del ministero della Salute della Striscia di Gaza delle persone palestinesi uccise in oltre due anni di guerra: 71.667. È un numero considerato affidabile dalle Nazioni Unite, dalla comunità accademica, dalla stampa e da molti governi stranieri, ma che finora Israele aveva contestato: l’aveva più volte definito «fuorviante e inaffidabile», principalmente perché il ministero della Salute è controllato da Hamas (che gestisce tutto all’interno della Striscia) e perché non differenzia fra miliziani e civili.

L’elenco fornito dalle autorità di Gaza considera solo le persone la cui morte è stata direttamente causata da un attacco israeliano e i cui corpi sono stati recuperati. Include più di 21mila persone minorenni, di cui 11mila con meno di 10 anni, quasi 13mila donne maggiorenni e più di 2mila uomini che avevano più di 65 anni quando sono stati uccisi.

Non include le persone morte a causa della fame o delle malattie che sono proliferate a Gaza per via delle condizioni disastrose di vita nella Striscia, né le persone che erano già malate e che sono morte a causa della mancanza di medicinali o mezzi per curarsi. Israele controlla tutti i confini della Striscia e ostacola o blocca l’ingresso di cibo, strumenti medici e tutti gli altri beni essenziali. Non include nemmeno le persone di cui non si hanno più notizie, e che con ogni probabilità sono state uccise da un bombardamento e sono ancora sepolte sotto le macerie.

Israele sostiene di aver ucciso oltre 20mila membri di Hamas, ma i suoi criteri per identificare se una persona faccia parte di Hamas sono vaghi e spesso contestati. L’esercito ha detto di stare lavorando a un proprio conteggio dei civili e dei miliziani uccisi.

– Leggi anche: Come si vive oggi a Gaza

Una quartiere della città di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, distrutto dai bombardamenti israeliani, 22 gennaio 2026 (AP Photo/Abdel Kareem Hana)

Il ministero compila l’elenco delle persone uccise a partire dai bollettini dei decessi degli ospedali e delle organizzazioni umanitarie che offrono soccorso alla popolazione della Striscia. Il 90 per cento delle persone incluse è identificata con nome e cognome, e in molti casi con il numero di documento.

Nelle precedenti operazioni militari israeliane nella Striscia i conteggi del ministero si erano rivelati simili a quelli verificati a posteriori dalle organizzazioni internazionali. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) sta compilando un suo elenco delle morti avvenute negli ultimi due anni e mezzo: è molto più indietro rispetto al ministero, ma ha previsto che sulla base dei dati raccolti finora arriverà a un risultato simile.

Inoltre, benché sia controllato da Hamas, il ministero della Salute ha in realtà una composizione ibrida: quando nel 2007 Hamas prese il potere nella Striscia di Gaza, scacciando dopo una guerra civile il partito moderato Fatah, mantenne al loro posto molti dei dipendenti pubblici che erano stati assunti da Fatah. Lo fece anche perché essendo una milizia armata e un movimento politico eversivo, Hamas non aveva la possibilità di creare in poco tempo una propria burocrazia. Hamas e Fatah peraltro si accordarono per fare in modo che l’Autorità nazionale palestinese (dominata da Fatah, che governa modo semiautonomo alcune parti della Cisgiordania) continuasse a pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici della Striscia di Gaza, cosa che avviene tuttora.