• Mondo
  • Giovedì 29 gennaio 2026

Cosa significa indicare i Guardiani della rivoluzione come terroristi

Ne sta discutendo l’Unione Europea, come risposta alla repressione delle proteste in Iran: sarebbe una decisione con molte conseguenze

Una parata dei Guardiani della rivoluzione a Teheran, nel settembre 2024 (AP Photo/Vahid Salemi)
Una parata dei Guardiani della rivoluzione a Teheran, nel settembre 2024 (AP Photo/Vahid Salemi)

Giovedì i ministri degli Esteri dei paesi dell’Unione Europea discuteranno della possibilità di inserire i Guardiani della rivoluzione, la più potente forza armata dell’Iran, nella lista delle organizzazioni terroristiche. È una proposta sostenuta anche dall’Italia, che l’ha presentata come una risposta alla repressione violenta e brutale attuata dal regime iraniano per sedare le proteste di inizio gennaio (ha convocato l’ambasciatrice italiana per queste dichiarazioni).

Sarebbe una decisione molto importante: oltre a condannare in modo chiaro le brutalità attuate dal regime, comprometterebbe ogni possibile dialogo diplomatico tra l’Unione Europea e l’Iran. Per prendere questa decisione serve l’unanimità nel Consiglio dell’Unione Europea, e quindi l’assenso di tutti i governi. Non è certo che succeda, ma ci sono i presupposti. Giovedì Kaja Kallas, l’Alta rappresentante per gli Affari esteri dell’Unione Europea, ha detto di aspettarsi che sia trovato un accordo e ha aggiunto: «Se ti comporti come un terrorista, dovresti essere trattato come un terrorista».

Per ora oltre all’Italia la proposta è stata sostenuta da vari paesi, tra cui principalmente Germania, Lituania, Lettonia ed Estonia. Mercoledì hanno indicato di essere favorevoli anche Spagna e Francia. Non sarebbe una decisione inedita: gli Stati Uniti considerano i Guardiani della rivoluzione come un’organizzazione terroristica dal 2019, e più di recente hanno preso la stessa decisione Canada, Australia, Ecuador e Argentina, tra gli altri.

– Leggi anche: Più cose sappiamo, più i massacri del regime in Iran si confermano brutali

In una manifestazione a favore del governo una donna mostra una foto del comandante delle forze aeree dei Guardiani della rivoluzione, Amir Ali Hajizadeh, ucciso negli attacchi israeliani di giugno 2025 (AP Photo/Vahid Salemi)

I Guardiani della rivoluzione sono una forza militare creata dopo la rivoluzione islamica del 1979 e conosciuti anche come pasdaran. Sono il livello più alto delle forze di sicurezza che attuano la repressione in Iran: con circa 125mila membri attivi formano un vero e proprio esercito con divisioni terrestri, marine e aeree, che controlla anche l’enorme arsenale missilistico del paese e la difesa dei siti di sviluppo del programma nucleare. Oltreché militare, sono una forza politica ed economica: controllano direttamente e indirettamente contratti per miliardi di dollari nei campi dell’edilizia, della fornitura di elettricità, dell’ingegneria, delle telecomunicazioni e dei media.

Alcuni membri dei Guardiani della rivoluzione sono già soggetti a sanzioni individuali, ma se l’Unione Europea designasse l’intero gruppo come “organizzazione terroristica” tutti i suoi 125mila membri non potrebbero viaggiare nei paesi europei, i loro fondi e le loro proprietà in Europa sarebbero congelate e sarebbe bloccato ogni tipo di finanziamento o transazione commerciale che li coinvolga. Soprattutto sarebbe una forte presa di posizione politica, che inserirebbe i Guardiani nello stesso gruppo di organizzazioni dello Stato Islamico (o ISIS), di al Qaida e di Hamas, per esempio.

Guardiani della rivoluzione trasportano la bara dell’ex presidente Ebrahim Raisi nel maggio del 2024 (Iranian Presidency Office via AP)

Nell’Unione Europea per inserire un’organizzazione nella lista di quelle terroristiche serve la sentenza di un tribunale di un paese membro (può anche essere considerata la richiesta di un paese esterno, ma è un processo più lungo e complesso). Secondo vari esperti legali la sentenza in questione già esiste, ed è relativa agli attacchi con armi da fuoco e una bottiglia molotov compiuti contro una sinagoga e una scuola ebraica di Essen, in Germania, nel 2023. Fu condannato come esecutore materiale un uomo di doppia cittadinanza tedesca e iraniana, identificato dalla polizia tedesca come Babak J., ma come mandante venne riconosciuto Ramin Yektaparast.

Yektaparast era un cittadino iraniano noto in Germania per far parte della banda di motociclisti Hells Angels e già accusato di un omicidio nel 2019. Le indagini ricostruirono che Yektaparast aveva anche legami stretti con i Guardiani della rivoluzione, che in un processo del 2024 a Dusseldorf vennero ritenuti colpevoli di aver organizzato attraverso di lui vari attacchi in Germania.

Dal 2021 Yektaparast era fuggito in Iran, dove fu ucciso a colpi d’arma da fuoco nel 2024: secondo un sito di dissidenti iraniani è stato sepolto in una zona del cimitero della capitale Teheran riservata ai membri dei Guardiani della rivoluzione. La sentenza di Dusseldorf è stata valutata dagli organi legali dell’Unione come una base sufficiente per designare i Guardiani della rivoluzione come organizzazione terroristica, a cui ovviamente deve aggiungersi la volontà politica.

Bandiere iraniane e un cartello con la foto del potente generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso dagli Stati Uniti nel 2020

Bandiere iraniane e un cartello con la foto del potente generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso dagli Stati Uniti nel 2020 (AP Photo/Vahid Salemi)

Le posizioni all’interno dell’Unione Europea sono diverse: i critici temono che la designazione chiuderebbe ogni possibile canale politico e comprometterebbe le trattative diplomatiche, comprese per esempio quelle relative a cittadini europei ancora detenuti in Iran, azzerando di fatto il ruolo dell’Unione.

L’Unione Europea e alcuni suoi paesi membri ebbero un peso nell’accordo sul nucleare iraniano del 2015, con cui l’Iran avrebbe dovuto ridurre le capacità di arricchimento dell’uranio in cambio della rimozione di alcune sanzioni (gli Stati Uniti di Donald Trump si ritirarono unilateralmente dall’accordo nel 2018). Oggi le cose sono cambiate: le politiche aggressive di Trump hanno ridotto la centralità dell’Unione, che probabilmente avrebbe un ruolo minore in futuri negoziati, come sta già succedendo con le guerre nella Striscia di Gaza e in Ucraina.

L’Unione Europea da anni sanziona alcune centinaia di funzionari iraniani, e ha bloccato le esportazioni verso l’Iran di materiali che possono essere usati per la costruzione di missili e droni. Da settembre del 2025 ha ripristinato le sanzioni legate al programma nucleare iraniano, sospese con l’accordo del 2015.

Giovedì il Consiglio dell’Unione Europea ha anche approvato alcune sanzioni contro diversi funzionari ed enti responsabili della repressione delle proteste, tra i quali il ministro dell’Interno Eskandar Momeni, il procuratore generale Mohammad Movahedi-Azad e un giudice di Teheran, Iman Afshari, noto per il suo ruolo nella persecuzione di oppositori e manifestanti. Le sanzioni nei loro confronti prevedono tra le altre cose il congelamento dei loro beni in Unione Europea e il divieto di ingresso nei paesi membri.

– Leggi anche: Polizia, bassij e Guardiani della rivoluzione