• Mondo
  • Mercoledì 28 gennaio 2026

Trump è tornato a minacciare l’Iran

Questa volta non c'entrano le proteste contro il regime ma il suo programma nucleare

Un aereo militare statunitense atterra sulla portaerei Abraham Lincoln nell’oceano Indiano, 22 gennaio 2026 (Mass Communication Specialist Seaman Daniel Kimmelman/U.S. Navy via AP)
Un aereo militare statunitense atterra sulla portaerei Abraham Lincoln nell’oceano Indiano, 22 gennaio 2026 (Mass Communication Specialist Seaman Daniel Kimmelman/U.S. Navy via AP)

Il presidente Donald Trump ha scritto in un post sui social network che gli Stati Uniti sono pronti ad attaccare l’Iran, se questo non accetterà di negoziare un accordo per la riduzione del suo programma nucleare. È quindi tornato a minacciare direttamente il paese dopo che nelle ultime settimane aveva più volte parlato della possibilità di attaccarlo, a suo dire in difesa dei manifestanti che stavano partecipando alle ampie proteste represse in modo violentissimo dal regime. Su questo aveva poi fatto marcia indietro, sostenendo che la repressione fosse finita.

Il regime iraniano ha risposto da subito con toni molto duri. La missione iraniana alle Nazioni Unite ha detto che l’Iran è pronto al dialogo ma che, se necessario, «SI DIFENDERÀ E RISPONDERÀ COME MAI PRIMA D’ORA».

Nel suo post Trump dice che un’«armata imponente» si sta muovendo «rapidamente» verso l’Iran. Si riferisce alla portaerei Abraham Lincoln e a tre cacciatorpedinieri della marina militare che si trovavano nell’oceano Indiano quando nei giorni scorsi avevano ricevuto l’ordine di muoversi verso il golfo Persico, di fronte all’Iran: Trump aveva già fatto riferimento all’uso di questa flotta nei giorni scorsi. Nel post fa un paragone esplicito con quella che l’anno scorso è stata mandata nel mar dei Caraibi e che a gennaio ha permesso di catturare il presidente venezuelano Nicolás Maduro.

La Abraham Lincoln e i tre cacciatorpedinieri si aggiungono alle altre navi militari statunitensi che sono già nel golfo Persico. Diversi giornali avevano riportato un incremento dell’attività militare statunitense nella regione nelle ultime settimane, con l’arrivo di decine di aerei militari ed equipaggiamento per la difesa. Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto che l’operazione è prevalentemente difensiva. Gli Stati Uniti hanno già una grossa presenza militare in Medio Oriente, con basi in vari paesi tra cui Qatar, Giordania, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Oman e Bahrein.

Trump comunque nel suo post non ha specificato le sue richieste in merito al programma nucleare (ha solo scritto «NIENTE ARMI NUCLEARI»). Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha detto di non aver parlato con esponenti dell’amministrazione Trump nei giorni scorsi, e che non ha preso decisioni sulle negoziazioni tuttora in corso sul programma nucleare dell’Iran.

– Leggi anche: Quanto è davvero avanzato il programma nucleare iraniano