L’esercito israeliano ha detto che è stato un soldato e non un colono a fermare due carabinieri italiani in Cisgiordania domenica

Un soldato in Cisgiordania il 19 gennaio 2026 (AP Photo/Ohad Zwigenberg)
Un soldato in Cisgiordania il 19 gennaio 2026 (AP Photo/Ohad Zwigenberg)

L’esercito israeliano ha dato una sua versione di un episodio denunciato lunedì dal ministero degli Esteri italiano, che aveva detto che due carabinieri del consolato italiano a Gerusalemme erano stati fermati mentre stavano facendo un sopralluogo in Cisgiordania. Secondo il ministero a fermarli sarebbe stato un colono, mentre l’esercito israeliano ha detto che è stato un soldato: lo avrebbe fatto perché i due agenti sarebbero entrati in una zona militare il cui accesso è chiuso al traffico civile. Il soldato non avrebbe riconosciuto la targa diplomatica del veicolo su cui viaggiavano gli agenti, e li avrebbe rilasciati immediatamente dopo che i due si erano identificati come diplomatici.

La Cisgiordania è un territorio parzialmente amministrato dalle istituzioni palestinesi e che secondo gran parte della comunità internazionale appartiene alla Palestina, ma è occupata da Israele, che controlla moltissimi aspetti della vita degli abitanti. Sul territorio inoltre ci sono molti insediamenti israeliani, considerati illegali dal diritto internazionale, i cui abitanti, comunemente detti coloni, aggrediscono e minacciano regolarmente la popolazione palestinese, distruggendo raccolti, beni e abitazioni, per occupare più territorio possibile.