Gregory Bovino e alcuni agenti federali lasceranno il Minnesota
Il comandante della Border Patrol sarà trasferito, dopo le molte critiche ricevute per l'omicidio di Alex Pretti

Secondo tutti i principali giornali statunitensi, che citano loro fonti anonime dentro il governo, Gregory Bovino lascerà il Minnesota martedì insieme ad alcuni agenti della Border Patrol, la polizia federale che si occupa di immigrazione e controllo dei confini. Il suo allontanamento segnala un cambio di approccio di Donald Trump sulle operazioni anti-immigrazione, di cui negli ultimi mesi Bovino era stato comandante operativo, e per cui l’amministrazione era stata fortemente criticata, sia negli Stati Uniti che all’estero.
Dei suoi metodi poco ortodossi si parlava da tempo, ma nelle ultime settimane Bovino era stato criticato in modo particolare per aver difeso le violenze documentate degli agenti dell’ICE a Minneapolis, arrivando a sostenere versioni dei fatti evidentemente false anche nel caso degli omicidi di Renee Good e Alex Pretti. In particolare nel caso di Pretti Bovino aveva detto che l’uomo sarebbe stato pronto a «massacrare gli agenti», cosa smentita dai diversi video circolati in seguito. Secondo varie ricostruzioni il presidente Trump sarebbe stato preoccupato per le critiche, e avrebbe così deciso per l’allontanamento di Bovino.
Nelle ore precedenti alla decisione Trump aveva parlato al telefono con il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, e con il governatore del Minnesota, Tim Walz, entrambi Democratici, con cui si era scontrato molto nelle ultime settimane. In seguito Walz ha detto che Trump aveva accettato di «ridurre» il numero di agenti federali in Minnesota.
Bovino ha 55 anni e da 30 fa parte della Border Patrol, che spesso collabora con l’ICE sulle questioni legate all’immigrazione. L’amministrazione di Donald Trump lo aveva nominato a ottobre del 2025, incaricandolo di guidare le operazioni prima a Chicago, poi a Charlotte, a New Orleans e infine a Minneapolis. Il suo non era un ruolo ufficiale previsto dalla gerarchia della Border Patrol (che ha un capo, ed è Michael Banks), ma era stato creato appositamente dall’amministrazione. Bovino rispondeva quindi direttamente alla segretaria del dipartimento di Sicurezza interna, Kristi Noem.
Ora secondo vari giornali dovrebbe tornare al suo ruolo di supervisore della Border Patrol in California, e secondo l’Atlantic andrebbe in pensione a breve. La sottosegretaria agli Affari pubblici degli Stati Uniti Tricia McLaughlin ha comunque detto che non perderà il lavoro.
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Un memoriale in onore di Alex Pretti a Minneapolis, 26 gennaio 2026 (AP Photo/Adam Gray)
Al suo posto Trump ha detto che manderà in Minnesota Tom Homan, che i giornali statunitensi definiscono “czar del confine” (“czar” è un titolo informale che nel gergo politico americano indica un funzionario incaricato di una certa questione). Homan non è un moderato, ma ha metodi di lavoro più classici: sostiene operazioni mirate a seguito di indagini, che non generino il panico tra la popolazione come i rastrellamenti attuati da Bovino.
A dimostrazione della tensione che continua a esserci in Minnesota martedì diversi manifestanti si sono riuniti davanti all’hotel dove si ritiene alloggiasse Bovino con alcuni agenti della Border Patrol, a Maple Grove, vicino alle “città gemelle” di Minneapolis e St. Paul. Ci sono stati scontri e 26 persone sono state arrestate dalla polizia.
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