È stata aperta un’indagine per istigazione al suicidio per la morte dei genitori di Claudio Carlomagno

Carabinieri fuori dalla casa in cui sono stati trovati morti i genitori di Claudio Carlomagno, l'uomo che ha confessato di aver ucciso la moglie Federica Torzullo (Francesco Benvenuti/LaPresse)
Carabinieri fuori dalla casa in cui sono stati trovati morti i genitori di Claudio Carlomagno, l'uomo che ha confessato di aver ucciso la moglie Federica Torzullo (Francesco Benvenuti/LaPresse)

La procura di Civitavecchia ha aperto un’indagine per istigazione al suicidio per la morte dei genitori di Claudio Carlomagno, l’uomo che ha confessato di aver ucciso la moglie Federica Torzullo, e che ora è in carcere. Pasquale Carlomagno e Maria Messenio sono stati trovati morti impiccati nella propria abitazione ad Anguillara Sabazia, un paese in provincia di Roma, e l’ipotesi degli inquirenti è che si siano suicidati. L’apertura delle indagini è anche un atto dovuto affinché possa essere disposta l’autopsia, che senza un’ipotesi di reato non può essere prevista, e le autorità hanno sequestrato anche la loro casa.

Pasquale Carlomagno e Maria Messenio erano stati oggetto di grande attenzione da parte dei media e di molti contenuti sui social network diretti contro di loro: post, commenti, messaggi in cui venivano addossate a loro le responsabilità dell’omicidio di Torzullo, e in alcuni casi anche augurando loro la morte. Negli ultimi giorni sembra che si fossero trasferiti a Roma a casa di un altro figlio per sottrarsi alla grande pressione mediatica che si era creata nel paese in cui vivevano. L’avvocato di Claudio Carlomagno, Andrea Miroli, ha detto che l’uomo in carcere è a conoscenza della morte dei genitori, e che ora «è sorvegliato a vista» in quanto considerato a rischio di atti autolesionistici.

Il padre di Carlomagno lavorava con lui nella sua azienda, che si occupa di movimento terra in ambito edile (cioè scavi, sbancamenti e altre attività simili). La madre era un’ex poliziotta e nell’ultimo periodo era stata assessora alla Sicurezza del comune di Anguillara. Si era dimessa appena dopo l’arresto del figlio.

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Dove chiedere aiuto
Se sei in una situazione di emergenza, chiama il numero 112. Se tu o qualcuno che conosci ha dei pensieri suicidi, puoi chiamare il Telefono Amico allo 02 2327 2327 tutti i giorni dalle 9 alle 24, oppure via WhatsApp dalle 18 alle 21 al 324 0117252.

Puoi anche chiamare l’associazione Samaritans al numero 06 77208977, tutti i giorni dalle 13 alle 22.