Cos’è questa storia dell’ICE alle Olimpiadi Milano Cortina
Per il momento alle autorità italiane non risulta che sia prevista la presenza dell’agenzia federale statunitense

Negli ultimi giorni ha suscitato molte polemiche un articolo uscito sul Fatto Quotidiano in cui si dice che alle Olimpiadi di Milano Cortina ci saranno anche degli agenti dell’ICE, l’agenzia federale statunitense diventata il principale strumento delle politiche anti immigrati negli Stati Uniti. Il Fatto ha citato un portavoce anonimo dell’ICE, secondo cui gli agenti federali avrebbero aiutato il servizio di sicurezza diplomatica del dipartimento di Stato statunitense durante i Giochi invernali, dal 6 febbraio al 15 marzo.
Lunedì pomeriggio il dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno ha smentito l’esistenza di accordi di collaborazione con l’ICE, e ha detto che per ora non risulta previsto l’arrivo di agenti dell’ICE insieme alla delegazione statunitense. La composizione della scorta, comunque, deve ancora essere comunicata all’Italia, fa sapere il dipartimento.
La sottosegretaria agli Affari pubblici degli Stati Uniti Tricia McLaughlin, che si occupa della comunicazione del dipartimento di Sicurezza nazionale (a cui fa capo l’ICE), dice al Post che alle Olimpiadi tutte le operazioni di sicurezza sono gestite dalle autorità italiane. Aggiunge però che sempre per i Giochi invernali l’Homeland Security Investigations (HSI), il ramo investigativo dell’agenzia federale, sta lavorando con la sezione del dipartimento di Stato statunitense che si occupa di sicurezza e con l’Italia per «verificare e mitigare i rischi derivanti dalle organizzazioni criminali transnazionali». Sono operazioni di indagine ordinarie, che non necessariamente prevedono l’invio di agenti nei luoghi delle Olimpiadi invernali, ma potrebbero coinvolgere dei funzionari del dipartimento in Italia.
Già sabato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva detto che non gli risultava quanto sostenuto dal Fatto. Piantedosi aveva comunque specificato che «le delegazioni straniere (…) scelgono loro a chi rivolgersi per assicurare la sicurezza alle delegazioni stesse», in ogni caso coordinandosi con le autorità italiane. Peraltro, scortare atleti e atlete esulerebbe anche dai compiti dell’ICE, che si occupa di tutt’altro.
Diversi politici dell’opposizione, tra cui il leader di +Europa Riccardo Magi, avevano però protestato contro le dichiarazioni di Piantedosi, chiedendo più informazioni, date le violente operazioni che sta attuando l’ICE in queste settimane negli Stati Uniti. Lunedì c’è stato un altro momento di confusione, quando l’ANSA ha diffuso una dichiarazione attribuita al presidente della Lombardia Attilio Fontana, secondo cui sarebbe stata prevista la presenza di agenti dell’ICE alle Olimpiadi come scorta per il vicepresidente statunitense JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. Regione Lombardia si è affrettata però a smentire il lancio dell’ANSA, dopo che c’erano state altre polemiche.
L’ICE è l’agenzia federale che negli Stati Uniti si occupa del controllo delle frontiere e dell’immigrazione. Esiste dal 2003, ma fino a poco fa non aveva mai avuto grande centralità: durante il secondo mandato di Donald Trump è però diventata la più finanziata della storia degli Stati Uniti, e da mesi sta conducendo violente operazioni anti immigrazione, contro cui sono in corso da settimane proteste molto partecipate.
L’ICE fa parte del dipartimento di Sicurezza nazionale, ed è divisa in due rami principali: l’HSI e uno operativo, l’Enforcement and Removal Operations (ERO), che si occupa di arresti, gestisce centri di detenzione, attua le espulsioni. Ha anche 90 uffici in 50 paesi, che collaborano con forze di polizia straniere su casi di crimini transnazionali: sul sito ufficiale figura anche l’ambasciata statunitense in Italia, che sta a Roma. All’ambasciata non risulta però che ci siano attualmente agenti dell’ICE attivi in Italia.
Le attività di sicurezza della delegazione statunitense che partecipa alle Olimpiadi di Milano Cortina sono affidate all’agenzia di sicurezza del dipartimento di Stato, il Diplomatic Security Service (DSS).
Secondo fonti dell’ambasciata statunitense in Italia e del ministero dell’Interno, non risulta che gli Stati Uniti intendano coinvolgere agenti dell’ICE per le Olimpiadi. Sempre secondo queste fonti per ora gli Stati Uniti hanno chiesto e ottenuto che a Milano venga rafforzato il personale del Secret Service, l’agenzia governativa statunitense che si occupa della sicurezza del presidente. A Milano per la cerimonia di apertura dei Giochi invernali sono attesi tra gli altri proprio JD Vance e Rubio.
Sul sito del dipartimento di Stato si spiega che il ruolo del DSS alle Olimpiadi è stato sancito da un memorandum d’intesa con il comitato olimpico e paralimpico degli Stati Uniti. Nella pratica gli agenti speciali del DSS sono incaricati di garantire la sicurezza appunto di atleti e atlete, staff, aziende e cittadini statunitensi che parteciperanno agli eventi, collaborando anche con le autorità del paese ospitante, in questo caso l’Italia.
Gli agenti e gli analisti del DSS saranno operativi tutti i giorni, 24 ore al giorno, nella sede del consolato statunitense a Milano. Il coordinatore del team si chiama Nicholas Fanelli, che nei giorni scorsi ha rilasciato un’intervista ad ABC News insieme a Timothy Ayers, a capo del team del DSS che si occupa dei grandi eventi. Hanno spiegato che gli agenti statunitensi stanno lavorando alle attività di sicurezza per le Olimpiadi dal 2022, in collaborazione con le autorità italiane. Fanelli ha detto che il lavoro è cominciato a Roma, e si è progressivamente spostato nelle province, a contatto con i comuni e le polizie locali. ABC News scrive che gli agenti speciali saranno con le squadre e nei villaggi olimpici: Ayers ha detto che a Milano ce ne saranno circa cento. Né Fanelli né Ayers hanno citato l’ICE.



