Il regista norvegese migliore del mondo

Dopo il successo internazionale di “La persona peggiore del mondo”, Joachim Trier sta facendo ancora meglio con “Sentimental Value”

Joachim Trier alla conferenza stampa di Sentimental Value a Cannes, maggio 2025 (EPA-EFE/MOHAMMED BADRA/POOL)
Joachim Trier alla conferenza stampa di Sentimental Value a Cannes, maggio 2025 (EPA-EFE/MOHAMMED BADRA/POOL)
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C’è una frase che viene spesso usata per definire Joachim Trier, il primo regista norvegese ad aver avuto successo anche fuori dalla Norvegia: «La tenerezza è il nuovo punk». L’ha pronunciata lui l’anno scorso, durante la conferenza stampa del suo ultimo film, Sentimental Value, al festival di Cannes dove ha poi vinto il Grand Prix della giuria. È una frase che descrive bene il suo stile, i suoi film e il motivo per cui stanno avendo successo.

Non era ancora mai capitato che un regista norvegese facesse film capaci di catturare l’attenzione prima del pubblico cinefilo e poi di quello mondiale. Tra quelli che ci erano andati vicino senza riuscirci c’era stato il nonno di Joachim Trier, Erik Løchen, attivo tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Løchen partecipò una volta al festival di Cannes; Trier ha presentato lì quasi tutti i suoi sette film. La sua notorietà era però rimasta limitata agli appassionati fino al 2021, quando uscì La persona peggiore del mondo. Ora Sentimental Value, il film fatto dopo quello e uscito questa settimana nei cinema in Italia, è la sua grande occasione di farsi conoscere da un pubblico più grande.

Sentimental Value è la storia di una famiglia norvegese e della casa in cui vivono da generazioni. Il padre regista rientra nelle vite delle due figlie adulte dopo essersene occupato poco, facendo emergere il loro risentimento. Per il suo nuovo film vorrebbe come protagonista una delle due figlie, che fa l’attrice e per la quale il film è stato scritto. Lei però rifiuta e il padre quindi chiama una star americana al suo posto.

Il primo film di Joachim Trier a farsi notare era stato il suo secondo, girato nel 2011 e intitolato Oslo, 31 agosto. Ha la particolarità di svolgersi in un giorno solo, durante il quale un tossicodipendente, autorizzato per la prima volta a uscire dalla clinica in cui è ricoverato, rivede persone della sua vita sentendosi svuotato da quell’esperienza. I tre film successivi ebbero minore successo e per questo, quando nel 2021 arrivò La persona peggiore del mondo, fu una sorpresa. Racconta alcuni anni nella vita di una ragazza dopo la fine del liceo, e una parte molto importante della riuscita del film è l’interpretazione della protagonista, Renate Reinsve, che Trier aveva preso già per un piccolo ruolo in Oslo, 31 agosto.

Reinsve vinse la Palma per la miglior attrice a Cannes e il film fu uno di quelli più apprezzati del proprio anno, sia in Europa che negli Stati Uniti, trasformando Trier in un autore con cui molti ambivano a lavorare. È per questo che in Sentimental Value ci sono attori molto importanti come lo svedese Stellan Skarsgård, uno degli europei più attivi a Hollywood, e l’americana Elle Fanning.

Dopo il premio a Cannes, Sentimental Value ha vinto tutti i premi importanti agli European Film Awards (miglior film, regia, attore, attrice e sceneggiatura) e ha ricevuto nove candidature agli Oscar, quasi tutte nelle categorie principali. Nel 2022 La persona peggiore del mondo era stato candidato come miglior film internazionale e miglior sceneggiatura, senza vincere niente. Sarà difficile che Sentimental Value possa vincere degli Oscar quest’anno, ma arrivare a nove candidature con l’apprezzamento generale che il film ha avuto è già un successo.

Stellan Skarsgård e Renate Reinsve agli European Film Awards a Berlino (Gerald Matzka/Getty Images)

Joachim Trier ha 51 anni, è cresciuto in una famiglia di jazzisti e ha iniziato a interessarsi all’audiovisivo facendo video di skate con gli amici. Non ha il profilo del tipico regista d’autore e i suoi film non somigliano a quelli più noti che sono usciti negli ultimi decenni dal Nord Europa: non hanno il tono polemico e provocatorio dei film danesi (come per esempio quelli di Thomas Vinterberg e Lars von Trier), non sono ironici e stralunati come quelli del finlandese Aki Kaurismäki, né sono il tipo di film di grande pretesa intellettuale dello svedese Ruben Östlund (Triangle of Sadness). Fino a ora le sue storie hanno sempre mirato a raccontare personaggi molto sensibili in un momento in cui quella sensibilità viene messa alla prova. Ciò che piace sono proprio i modi molto personali con cui Trier rappresenta questa sensibilità.

In Sentimental Value non emerge solo la sensibilità della figlia frustrata da un amore paterno che non è quel che vorrebbe, ma anche il padre mostra dei lati che nei film di questo tipo solitamente non compaiono: non è il classico padre austero monodimensionale, non è un uomo d’altri tempi del tutto distaccato, ma qualcuno con una sua diversa sensibilità. Ad aver fatto vincere tanti premi ai film di Trier c’è anche la difficoltà nel dare queste sfumature alle storie e ai personaggi, e il fatto che riesca a farlo non solo scrivendo dialoghi ma soprattutto inventando immagini. Come una delle più note in La persona peggiore del mondo, quella del desiderio tra due amanti mostrato facendo aspirare a uno il fumo di una sigaretta che esce dalla bocca dell’altra.