Dal primo incontro a tre fra Stati Uniti, Russia e Ucraina non è uscito granché

Per ora l'unica cosa notevole è rimasta proprio il fatto che ci fossero tutti e tre

I servizi d'emergenza ucraini spengono l'incendio causato da un attacco russo su Kharkiv, il 24 gennaio
I servizi d'emergenza ucraini spengono l'incendio causato da un attacco russo su Kharkiv, il 24 gennaio (AP Photo/Andrii Marienko)

Sabato è finito il primo incontro trilaterale tra Ucraina, Stati Uniti e Russia dall’inizio della guerra: era iniziato venerdì. Al momento l’unica cosa notevole è rimasta il formato: cioè che stavolta le delegazioni si sono parlate tutte insieme e non separatamente, con la mediazione statunitense, come era avvenuto finora. In breve: non è stato risolutivo.

Per ora l’unica delle tre parti che ha comunicato qualcosa è stata l’Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky ha detto che l’incontro è stato costruttivo – la formula diplomatica usata in questi casi, quando le discussioni sono interlocutorie – e che ce ne sarà presto un altro, potenzialmente già la settimana prossima. Zelensky ha detto anche che si è parlato di «possibili parametri per la fine della guerra», riferendosi alle garanzie di sicurezza chieste dall’Ucraina agli Stati Uniti e agli alleati europei.

Non è uscito molto altro. Ora i rappresentanti riferiranno ai rispettivi governi, al loro ritorno da Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, dove si è tenuta la riunione. Questo passaggio era atteso, siccome non partecipavano né presidenti né ministri degli Esteri, nonostante le delegazioni fossero di alto livello: per gli Stati Uniti, per esempio, c’erano il capo dei negoziatori di Trump, Steve Witkoff, e il genero e consigliere di Trump, Jared Kushner, reduci da un incontro con Vladimir Putin a Mosca.

L'incontro tra le tre delegazioni, col presidente emiratino Mohamed bin Zayed Al Nahyan, il 23 gennaio ad Abu Dhabi

L’incontro tra le tre delegazioni, col presidente emiratino Mohamed bin Zayed Al Nahyan, il 23 gennaio ad Abu Dhabi (EPA/UAE Presidential Court /HANDOUT HANDOUT)

Non risultano progressi sulla principale questione problematica delle trattative: le concessioni territoriali pretese dalla Russia, che prende tempo nei colloqui allo scopo di proseguire le offensive militari. Domanda il ritiro integrale delle forze ucraine dal Donbas, una richiesta eccessiva per l’Ucraina, e ha respinto sia un compromesso proposto dagli Stati Uniti sia uno di Zelensky su un ritiro reciproco dalla regione. Giovedì Zelensky aveva detto che «è tutta una questione di terra. Questo è il problema che non è ancora stato risolto».

Nella notte tra venerdì e sabato, con le trattative ancora in corso, la Russia ha fatto un massiccio attacco aereo sull’Ucraina. L’aviazione ucraina ha riferito che ha incluso 21 missili e 375 droni. I danni degli attacchi hanno costretto l’ente statale dell’energia a dichiarare blackout di emergenza nell’80 per cento del paese. Centinaia di migliaia di persone sono rimaste, di nuovo, senza elettricità né riscaldamento: 800mila solo nella capitale Kiev, mentre la temperatura era di 10 gradi sotto zero.

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