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  • Venerdì 23 gennaio 2026

Oggi si incontrano le delegazioni di Russia, Stati Uniti e Ucraina, tutte insieme

Per la prima volta dall'inizio della guerra in Ucraina: si parlerà di concessioni territoriali, come sempre

Un militare ucraino cammina accanto a un Humvee in un campo di addestramento vicino alla linea del fronte in Donetsk, nel Donbas, il 22 gennaio 2026 (REUTERS/Serhii Korovainyi)

Un militare ucraino cammina accanto a un Humvee in un campo di addestramento vicino alla linea del fronte in Donetsk, nel Donbas, il 22 gennaio 2026 (REUTERS/Serhii Korovainyi)

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Oggi le delegazioni di Russia, Stati Uniti e Ucraina si incontrano per la prima volta dall’inizio della guerra in Ucraina: o per lo meno, quello di oggi è il primo incontro di cui si ha notizia. Per il momento non si hanno molte informazioni sui temi di discussione, ma di certo si parlerà anche di concessioni territoriali. Parlando con i giornalisti al Forum di Davos, giovedì il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che «è tutta una questione di terra. Questo è il problema che non è ancora stato risolto».

L’incontro avverrà ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Non parteciperanno i presidenti e nemmeno i ministri degli Esteri, ma le delegazioni sono comunque di alto livello: per gli Stati Uniti ci saranno il capo dei negoziatori di Trump, Steve Witkoff, e il genero e consigliere di Trump, Jared Kushner. La delegazione russa sarà guidata dall’ammiraglio Igor Kostyukov, direttore dell’agenzia di intelligence militare GRU, mentre in quella ucraina ci saranno il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale e difesa, Rustem Umerov, e il capo di Stato Maggiore, Andrii Hnatov.

Un’altra cosa che ancora non si sa è se le delegazioni si parleranno stando tutte nella stessa stanza, o se gli statunitensi faranno avanti e indietro fra la delegazione russa e quella ucraina. Questa è una pratica frequente quando a negoziare sono le parti che si stanno combattendo in una guerra.

Vladimir Putin stringe la mano a Jared Kushner alla presenza di Steve Witkoff a Mosca, in Russia, il 22 gennaio del 2026 (ANSA/EPA/ALEXANDER KAZAKOV/SPUTNIK/KREMLIN POOL)

Finora gli sforzi per mettere fine alla guerra fra Russia e Ucraina sono stati fallimentari, per diversi motivi. Trump, che si era detto convinto di poter facilitare un accordo di pace, ha cambiato spesso idea ma perlopiù si è schierato con le posizioni del governo russo, che finora non ha mostrato alcuna volontà di negoziare davvero un accordo di pace con l’Ucraina.

La Russia ha sempre proposto condizioni irricevibili per l’Ucraina, principalmente per guadagnare tempo e continuare a stremare l’esercito ucraino sul campo di battaglia. La richiesta principale russa riguarda la sovranità del Donbas, una regione dell’Ucraina orientale che il presidente Vladimir Putin vorrebbe gli venisse ceduta interamente, inclusi i territori che il suo esercito non ha conquistato: da un punto di vista ideologico e militare sarebbe un enorme vantaggio per la Russia, e un grande danno per l’Ucraina, che per questo non ha mai accettato.

– Leggi anche: Gli ucraini non vogliono cedere a Putin la “cintura delle fortezze” in Donbas

Zelensky ha fatto diverse concessioni dal punto di vista dei negoziati, come rinunciare alla richiesta di far entrare l’Ucraina nella NATO e proporre un compromesso sui territori del Donbas, che Putin per ora ha rifiutato. Zelensky da una parte non vuole essere costretto da Trump a fare eccessive concessioni territoriali; dall’altra vuole ottenere garanzie di sicurezza solide da Stati Uniti e Unione Europea nel caso di un futuro attacco russo. A differenza di alcuni paesi dell’Unione, Trump è sempre stato meno incline a partecipare attivamente a una difesa futura dell’Ucraina, ma giovedì Zelensky ha detto che i due avevano «finalizzato» i termini di un accordo in merito: il contenuto non è ancora noto, ma dovrebbe eventualmente essere approvato dal parlamento ucraino e da quello statunitense.