“Striscia la notizia” è in prova
Per mesi non si è saputo se sarebbe tornato in onda, ora è stato annunciato che tornerà il 22 gennaio in prima serata e per sole cinque puntate

Per più di trent’anni Striscia la notizia è stato trasmesso su Canale 5 dal lunedì al sabato nella fascia oraria che viene dopo il telegiornale e prima della prima serata, il cosiddetto access prime time. Come ogni anno, lo scorso giugno si era interrotto per la pausa estiva e il suo rientro era previsto per ottobre, ma è stato più volte rimandato.
Solo da pochi giorni è stato annunciato ufficialmente che tornerà giovedì 22 gennaio, in un formato però diverso dal solito: con un’edizione speciale da cinque puntate in prima serata, trasmesse una volta a settimana per cinque settimane. È una novità che è stata annunciata con toni entusiastici, ma che conferma il fatto che Striscia la notizia è stato sostituito nel suo ruolo tradizionale di programma quotidiano di Canale 5, e che Mediaset vuole metterlo alla prova per capire cosa farne in futuro.
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Striscia la notizia è uno dei programmi satirici più longevi della televisione italiana: andò in onda per la prima volta nel 1988 e fu ideato da Antonio Ricci, che ne è autore ancora oggi. Interrogato sulla sospensione di Striscia la notizia, Ricci ha detto che i motivi per cui non è stato mandato in onda quando doveva sono «insondabili».
In realtà è piuttosto evidente che Striscia è stato sostituito da qualcosa che funziona meglio. Dallo scorso luglio, su Canale 5, nella fascia access prime time, va in onda La ruota della fortuna, un quiz lanciato negli anni Ottanta da Mike Bongiorno e che Mediaset ha deciso di riproporre con Gerry Scotti. Per tutto agosto La ruota della fortuna era andato benissimo, tanto da portare Mediaset a battere la Rai in quella fascia oraria: un risultato con pochi precedenti.
Da settembre La ruota della fortuna si è trovato a competere direttamente con Affari tuoi, il “programma dei pacchi” di Rai 1 in onda nella stessa fascia oraria e fino a quel momento di gran lunga il più seguito. Canale 5 aveva registrato uno share più alto di Rai 1, e questo aveva convinto Mediaset a prolungare ulteriormente il programma e a rimandare il ritorno di Striscia previsto per ottobre. Da allora la competizione tra i due programmi ha continuato a essere molto accanita con share superiori al 20 per cento, spesso con un leggero vantaggio della Ruota della fortuna.
Secondo Luca Barra, professore ordinario di Televisione e media digitali all’Università di Bologna, il fatto che durante i mesi estivi la rete abbia posizionato un programma nuovo, La ruota della fortuna appunto, nella fascia oraria occupata da Striscia la notizia non è stato un caso, ma «un modo per testare l’effetto che faceva sul pubblico, ipotizzando già una possibile sostituzione di quello che per decenni era sembrato un prodotto insostituibile».
Le cinque puntate in prima serata che iniziano il 22 gennaio, sempre secondo Barra, saranno un modo per capire se Striscia può trasformarsi in qualcos’altro, passando dalla striscia quotidiana (ovvero i programmi giornalieri brevi che vanno in onda dopo il telegiornale) a un programma da prima serata che dura un paio d’ore.
Non è probabilmente un caso neanche il fatto che sia stato programmato di giovedì, una giornata in cui dovrà dimostrare di saper competere con programmi che vanno molto bene, come Don Matteo su Rai 1, Splendida Cornice su Rai 3, i talk politici su Rete 4 e LA7 e, se si guarda anche alla televisione a pagamento, MasterChef su Sky.
In questo nuovo formato in prima serata, Striscia la notizia verrà condotto da Ezio Greggio, che è alla conduzione dalla prima edizione della trasmissione nel 1988, e da Enzo Iacchetti. Ci saranno anche alcune novità nel formato: le veline, tradizionalmente due, diventeranno sei, e nel corso delle puntate sono previsti diversi ospiti. Tra quelli annunciati ci sono Maria De Filippi, conduttrice di alcuni dei programmi più seguiti di Mediaset, e Tina Cipollari, storica opinionista del programma Uomini e Donne, condotto da De Filippi.
Nel corso della sua lunga storia Striscia la notizia ha contribuito in modo rilevante all’immaginario della televisione italiana. Dal programma deriva, per esempio, il termine “veline” usato per indicare le showgirl che affiancano i conduttori e che originariamente portavano in studio i fogli con le notizie. Diverse figure poi diventate famose — come Elisabetta Canalis, Federica Nargi o Melissa Satta — hanno iniziato proprio da lì. Anche il Gabibbo, personaggio simbolo dei programmi di Ricci, è nato da Striscia ed è diventato uno dei più riconoscibili della satira televisiva italiana.

Maddalena Corvaglia, Ezio Greggio, il Gabibbo, Enzo Iacchetti ed Elisabetta Canalis (C.Ferraro/Ansa)
Un altro elemento caratteristico del programma sono le consegne dei Tapiri d’oro da parte di Valerio Staffelli: le clip in cui Staffelli rincorre personaggi famosi che hanno fatto qualcosa di poco meritevole per consegnare loro il premio sono spesso ricondivise sui social e circolano anche al di fuori del pubblico abituale del programma.
A differenza di molti altri programmi longevi, Striscia la notizia è riuscito per anni a rimanere in onda senza stravolgimenti evidenti. In realtà, come osserva Barra, piccoli cambiamenti ci sono sempre stati: «all’inizio era un programma diverso, poi dagli anni Novanta si è stabilizzato nella fascia post-TG5, allungandosi o accorciandosi a seconda delle esigenze della rete». Negli ultimi tempi però il format ha iniziato a mostrare qualche difficoltà: gli ascolti sono calati e le strategie per mantenere l’attenzione del pubblico sono sembrate meno efficaci.
Il tipo di comicità di Striscia la notizia inoltre ha cominciato da tempo a mostrare i suoi limiti: è un programma fatto di gag, siparietti e tormentoni ripetuti ed è molto distante dai programmi comici più recenti e apprezzati dal pubblico giovane. La stessa presenza delle veline risulta anacronistica visto che negli anni quel ruolo nella televisione è stato progressivamente eliminato per fare spazio a conduttrici.
Ed è cambiato anche il contesto esterno. Le abitudini degli spettatori si sono trasformate, l’offerta televisiva e digitale è aumentata e la concorrenza nell’access prime time è diventata molto più forte. Prima gli spettatori televisivi erano più fidelizzati ai canali ed era più probabile che chi si sintonizzava su Canale 5 o Rai 1 per guardare il telegiornale poi rimanesse. Da quando esistono le piattaforme di streaming, i programmi on demand e gli smartphone, trattenerli è diventato molto più difficile.
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