Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu ha detto che farà parte del “consiglio di pace” per la Striscia di Gaza

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump insieme al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Tel Aviv, Israele, 13 ottobre 2025 (Chip Somodevilla/Getty Images)
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump insieme al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Tel Aviv, Israele, 13 ottobre 2025 (Chip Somodevilla/Getty Images)

Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu ha detto che farà parte del “consiglio di pace”, cioè l’organismo internazionale previsto dalla seconda fase dell’accordo tra Israele e Hamas per gestire la Striscia di Gaza. Tra i compiti del consiglio ci sarà quello di supervisionare l’operato del Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, un organismo composto da figure tecniche in gran parte palestinesi che dovrebbe governare la Striscia esautorando Hamas.

La partecipazione di Netanyahu al “consiglio di pace” è quantomeno controversa, dato che è stato proprio lui a ordinare l’invasione e la distruzione della Striscia di Gaza dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 subìto da Israele. Allo stesso tempo la sua presenza comporterebbe la possibilità per Israele di avere voce in capitolo sull’amministrazione della Striscia di Gaza, territorio palestinese che il governo israeliano rivendica come proprio.

Inoltre, in genere questi organismi comprendono note personalità indipendenti nel mondo delle istituzioni internazionali e dell’accademia, oltre a esperti di diritti umani e transizioni democratiche. Questo “consiglio di pace” sembra invece un’emanazione dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump. Dopo aver fatto le prime nomine, Trump ha invitato i leader di vari paesi tra cui Emirati Arabi Uniti, Marocco, Vietnam, Bielorussia, Ungheria, Kazakistan e Argentina. Sono anche stati invitati, ma non hanno ancora detto se accetteranno, il Regno Unito, il Canada, l’Egitto, la Russia e la Turchia.

La partecipazione dei leader di tutti questi paesi ha fatto pensare a molti osservatori che nelle intenzioni di Trump questo consiglio possa avere l’obiettivo di sostituire l’ONU, l’organizzazione internazionale che ha lo scopo di mantenere la pace tra gli stati: questa idea è stata rafforzata dal fatto che Trump ha risposto «potrebbe» quando un giornalista gli ha chiesto di questa possibilità.