Il calcio africano sta cambiando le sue competizioni
La Coppa d'Africa, per esempio, sarà ogni quattro anni: secondo molti critici per andare incontro alla FIFA e alle squadre europee
di Valerio Moggia

La Coppa d’Africa si è conclusa domenica sera a Rabat, in Marocco, con la vittoria del Senegal sul Marocco, e con una coda di polemiche dovute in particolare alla protesta della squadra senegalese, che durante la partita aveva abbandonato per alcuni minuti il campo, per protesta dopo un rigore concesso agli avversari.
Nel frattempo, però, si sta discutendo anche delle recenti riforme decise dalla CAF, l’associazione che governa il calcio africano. Sono decisioni che puntano a cambiare il calendario della Coppa d’Africa, per renderlo più simile a quello delle competizioni europee, e che prevedono l’introduzione di un nuovo torneo annuale tra nazionali. Secondo la CAF aiuterà a dare più visibilità e rilevanza al calcio africano; secondo molti critici è invece un cedimento agli interessi delle ricche squadre europee.
Lo scorso dicembre il presidente della CAF, il sudafricano Patrice Motsepe, ha annunciato che dall’edizione del 2028 la Coppa d’Africa diventerà una competizione quadriennale, interrompendo la storica cadenza biennale del torneo e accordandosi alla cadenza dei principali eventi sportivi del calcio mondiale, come i Mondiali e gli Europei.
Motsepe ha giustificato il cambiamento con la necessità di armonizzare il calendario del calcio internazionale. In questo modo la Coppa d’Africa andrebbe a cadere sempre nello stesso anno degli Europei e della Copa América, il torneo continentale sudamericano.

I festeggiamenti dopo la vittoria del Senegal, il 18 gennaio nella capitale Dakar (Cem Ozdel/Anadolu via Getty Images)
Molti hanno però visto questa decisione come un modo per andare incontro alle esigenze delle squadre europee, per le quali giocano molti calciatori africani e che mal sopportano il fatto che la Coppa d’Africa li privi ogni due anni di questi giocatori, peraltro a stagione in corso.
Infatti, la Coppa d’Africa si gioca tradizionalmente in inverno, nel bel mezzo della stagione calcistica europea, invece che durante la pausa estiva. La prossima edizione, organizzata da Tanzania, Kenya e Uganda, si svolgerà eccezionalmente tra giugno e luglio del 2027, ma spesso – anzitutto per motivazioni climatiche – la Coppa d’Africa non ha altri spazi per essere giocata.
Il problema non riguarda solamente il caldo, ma anche le piogge, che in diversi paesi africani sono molto più abbondanti in estate che in inverno: l’edizione del 2021, prevista in estate in Camerun, venne spostata al gennaio 2022 proprio per questa ragione. Inoltre l’Africa è un continente che si estende su entrambi gli emisferi, quindi non sempre i mesi più caldi coincidono con quelli dell’Europa: nel 2027, per esempio, la competizione si svolgerà in buona parte durante l’inverno australe.
La modifica decisa dalla CAF è stata criticata anzitutto da molti allenatori di nazionali africane. Hossam Hassan, allenatore dell’Egitto, ha detto che la competizione è stata adattata «alle necessità europee», mentre Tom Saintfiet, allenatore belga del Mali, si è lamentato dicendo che «è stato tutto deciso dalla UEFA [il corrispettivo europeo della CAF], dai grandi dei club dei cinque maggiori campionati, e anche dalla FIFA [che regola il calcio a livello mondiale]».
Motsepe gode però di ampio sostegno politico: ricopre la carica di presidente della CAF dal 2021, ed è stato confermato alle elezioni del marzo 2025, vinte senza che nessuno si candidasse contro di lui. Noto per essere uno degli uomini più ricchi del continente grazie ai suoi investimenti nel settore minerario, Motsepe è anche il cognato del presidente sudafricano Cyril Ramaphosa. È inoltre molto vicino a Gianni Infantino, il potente presidente della FIFA, e quindi, secondo i suoi detrattori, ai suoi interessi.

Patrice Motsepe nel 2024 (AP Photo/Sunday Alamba)
Di sicuro, oltre ad aver cambiato la cadenza della Coppa d’Africa, Motsepe ha già preso altre drastiche decisioni. Per esempio ha abolito definitivamente il Campionato africano, un torneo simile alla Coppa d’Africa ma riservato unicamente ai giocatori sotto contratto con squadre del continente. Lanciato nel 2009, il Campionato africano ha sempre faticato ad attirare sponsor e televisioni, a causa dell’assenza di calciatori famosi. Nel 2023, Motsepe celebrava l’edizione svoltasi in Algeria come «la migliore di sempre», ma in un contesto in cui i talenti che emigrano in Europa sono sempre più giovani e le nazionali puntano sempre più spesso sui figli della diaspora internazionale (cioè su giovani calciatori con origini africane, cresciuti però altrove), il Campionato africano era ormai anacronistico, sempre meno seguito e sempre più irrilevante.
Al suo posto verrà inaugurata l’African Nations League, una competizione annuale tra nazionali che si svolgerà in contemporanea con la Nations League europea e presumibilmente avrà la stessa formula, essendo supervisionata dalla FIFA. Secondo Motsepe, il nuovo torneo garantirà guadagni superiori perfino rispetto alla Coppa d’Africa.
Non è la prima volta che il presidente della CAF cerca di creare nuove competizioni per aumentare il giro d’affari del calcio locale. Nel 2021, appena eletto, lui e Infantino – che già era a capo della FIFA – lanciarono l’African Football League, un ambizioso campionato continentale per squadre di club sponsorizzato dall’ente governativo saudita Visit Saudi. Era un torneo sovranazionale ispirato al discusso progetto della Super League europea. Il torneo sarebbe dovuto iniziare nell’agosto del 2023, ma slittò di due mesi in avanti, e infine ne fu disputata una sola e dimenticabile edizione, dopodiché venne abbandonato senza alcuna comunicazione ufficiale da parte della CAF.
Al momento è impossibile prevedere se le ultime novità introdotte dalla CAF avranno l’effetto sperato, soprattutto dal punto di vista economico. Di sicuro, l’influenza della FIFA è evidente, considerando che Infantino è da tempo impegnato in una ristrutturazione del calendario del calcio internazionale con l’obiettivo di aumentare sia il numero delle competizioni che quello delle squadre partecipanti.
– Leggi anche: Cucchiai riusciti e cucchiai falliti, nei calci di rigore



