Dopo quattro attacchi di squali, lo stato australiano di Sydney ha consigliato alla popolazione di andarsene in piscina

Nell’arco di 48 ore fra domenica e martedì in New South Wales, lo stato australiano dove si trova anche la città di Sydney, ci sono stati quattro attacchi di squali (nessuno dei quali mortale): il direttore del servizio bagnini dello stato, Steven Pearce, ha detto che chi vuole fare il bagno dovrebbe «semplicemente andare in piscina» dato che le spiagge non sono sicure. In questi giorni infatti l’elevata presenza in acqua di sedimenti, nutrienti e pesci, portati dai fiumi ingrossati dalle piogge cadute recentemente nell’entroterra, sta attirando gli squali leuca nei tratti di mare costieri. Sono predatori opportunisti, che non si limitano a prede specifiche ma aggrediscono qualsiasi animale pensano di potersi mangiare, inclusi gli umani.
Gli attacchi di squali sono statisticamente molto rari, ma sono spesso assai raccontati dai media. In Australia, dato l’alto numero di bagnanti e surfisti, c’è un esteso sistema di precauzioni. Fra il 2020 e il 2024 (l’ultimo anno per cui sono disponibili dati completi) ci sono stati 136 incidenti legati agli squali: in alcuni di questi le persone coinvolte sono rimaste illese, mentre quelli che hanno causato morti sono stati 18.
Tre degli attacchi degli ultimi giorni sono avvenuti attorno a Sydney, una zona dove solitamente eventi del genere sono più rari che in altre parti dell’Australia, e in uno di questi lo squalo ha morso solo la tavola da surf di un ragazzo, che è rimasto illeso. Il quarto attacco è avvenuto vicino alla città di Port Macquarie, circa 300 chilometri a nord di Sydney.


