Cosa sappiamo del disastro ferroviario in Spagna
Almeno 40 persone sono morte nel deragliamento di due treni, di cui non si conoscono ancora le cause: la linea era stata rinnovata da poco

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Il deragliamento di due treni ad alta velocità ad Adamuz, nella provincia spagnola di Córdoba, ha causato almeno 40 morti, ma potrebbero essere di più: il ministro dei Trasporti spagnolo Óscar Puente ha detto che tutte le persone sopravvissute sono state estratte ma ha precisato che il bilancio dei morti non è ancora definitivo. Le autorità hanno detto che altre 122 persone sono rimaste ferite, 12 delle quali sono in gravi condizioni.
Il deragliamento è avvenuto domenica sera: alle 19:39 un treno è deragliato e circa 20 secondi dopo gli è finito addosso il secondo treno, che viaggiava in direzione opposta sul binario accanto. Il primo treno era partito un’ora prima da Málaga ed era diretto a Madrid: vicino ad Adamuz gli ultimi tre vagoni (di otto totali) sono deragliati e sono finiti sulla linea su cui viaggiava l’altro treno – partito da Madrid e diretto a Huelva –, che in quel momento stava andando a 200 chilometri orari. Il tempo passato fra il primo deragliamento e lo scontro è stato troppo poco per attivare il freno di emergenza, e i primi tre vagoni del secondo treno sono andati addosso all’altro, uscendo dai binari e cadendo in un fosso adiacente al tracciato.
Il ministro dei Trasporti ha detto che non si sa quale sia stata la causa del deragliamento, che ha definito «estremamente strano», visto che, ha detto, quel tratto di linea ferroviaria era stato rinnovato a maggio e il primo treno era «praticamente nuovo». Il primo treno era della compagnia Iryo, un’azienda spagnola di proprietà di FS International, a sua volta parte del gruppo italiano Ferrovie dello Stato, ed era stato revisionato l’ultima volta tre giorni prima dell’incidente. Era un modello Frecciarossa 1000, usato anche in Italia.
Il presidente della giunta regionale dell’Andalusia Juan Manuel Moreno ha detto che le operazioni di soccorso sono rese molto complicate dal fatto che è difficile smuovere le pesanti lamiere del treno, il che complica molto anche le indagini. Álvaro Fernández Heredia, presidente di Renfe (l’azienda ferroviaria pubblica spagnola), ha detto che ci vorranno diversi giorni per avere i risultati delle indagini e che, al momento dell’incidente, entrambi i treni andavano a una velocità inferiore a quella massima della tratta, che in quel punto è di 250 chilometri orari.
Fra le ipotesi prese in considerazione, c’è la possibilità che si sia rotto un giunto fra due rotaie, causando uno spazio che potrebbe essersi allargato gradualmente con il passaggio del treno fino a causare il deragliamento. Il ministro dei Trasporti Moreno ha detto che effettivamente sono state trovate diverse di queste rotture vicino al punto dov’è avvenuto l’incidente, ma che non è ancora possibile dire con certezza se ne siano state la causa.

Un’interruzione fra le rotaie vicino al luogo dell’incidente (ANSA/GUARDIA CIVIL)
Tra le persone morte c’è il conducente del treno diretto a Huelva (il secondo), che aveva 27 anni. Il primo treno ha continuato la sua corsa per alcune centinaia di metri dopo il deragliamento. Alcuni passeggeri sopravvissuti, che viaggiavano sui vagoni più lontani dal punto dell’incidente, hanno raccontato alla stampa locale di aver sentito rumori e vibrazioni molto forti e le valigie che cadevano dalle cappelliere, e di aver visto i vagoni ribaltati dopo essere scesi dal treno.
Il punto in cui è avvenuto il deragliamento era un rettilineo, un’altra ragione per cui il ministro dei Trasporti Puente si è detto sorpreso dall’accaduto, e che anche tutti gli esperti consultati si sono detti «estremamente perplessi». Il primo ministro Pedro Sánchez ha detto in una conferenza stampa tenuta ad Adamuz che i risultati delle indagini saranno resi noti il prima possibile, e ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale a partire da domani.
Nel frattempo i passeggeri di entrambi i treni, quasi 480 persone in tutto (294 sul primo a deragliare, 184 sull’altro), sono stati evacuati, e il servizio ferroviario su quella linea è stato sospeso: Puente ha detto che resterà così con ogni probabilità almeno fino al 2 febbraio. Intanto la polizia spagnola ha aperto vari uffici in cui i familiari delle persone non ancora identificate possono consegnare campioni del proprio DNA per facilitare l’identificazione.















