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  • Lunedì 19 gennaio 2026

Una Dakar vinta per due secondi

Nella gara delle moto, dopo migliaia di chilometri e dopo una svolta sbagliata di chi era primo fino a pochi chilometri dall’arrivo

Luciano Benavides il 17 gennaio a Yanbu, Arabia Saudita (AP Photo/Thibault Camus)
Luciano Benavides il 17 gennaio a Yanbu, Arabia Saudita (AP Photo/Thibault Camus)
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Il 17 gennaio è finita la 48esima edizione del Rally Dakar, che per il settimo anno consecutivo si è svolto in Arabia Saudita. Dopo quasi ottomila chilometri di gara, quasi cinquemila dei quali di prova speciale cronometrata, la gara di moto è stata vinta dall’argentino Luciano Benavides, del Red Bull KTM Factory Racing. Alla partenza dell’ultima tappa Benavides era secondo con oltre tre minuti di ritardo dallo statunitense Ricky Brabec, alla guida di una Honda. Benavides è riuscito a superarlo e a vincere per due secondi, su un tempo totale di oltre 49 ore, dopo una gran rimonta e dopo che negli ultimi chilometri dell’ultima tappa Brabec aveva sbagliato strada.

Mai prima, nella storia del Rally Dakar, c’era stata una vittoria con un margine così ristretto, che il sito dell’evento ha paragonato al Tour de France vinto nel 1989 per otto secondi dallo statunitense Greg LeMond (ai danni del francese Laurent Fignon) e alla finale della Champions League del 1999, vinta per 2-1 dal Manchester United (che rimontò contro il Bayern Monaco segnando entrambi i gol nei minuti di recupero). Il sito Motorsport ha parlato di «una delle vittorie più incredibili nella storia del motorsport».

Il Rally Dakar (anche noto come Dakar Rally o solo Dakar) esiste dal 1978. Per i primi anni si chiamò Parigi-Dakar (dalla città francese da cui partiva e quella in Senegal dove terminava), poi ha cambiato nome e itinerari: prima di stabilirsi in Arabia Saudita era stato per alcuni anni in Sudamerica. È una corsa di tipo raid, le più lunghe e avventurose: è fuori strada, dura diversi giorni e ha tappe lunghe centinaia di chilometri in cui si alternano tratti cronometrati ad altri di spostamento. La vittoria finale si calcola sommando i tempi nei tratti cronometrati di ogni tappa. Oltre ad auto e moto, si gareggia anche con camion e con mezzi a motore di altro tipo.

La tredicesima e ultima tappa era lunga poco più di cento chilometri (poco, in confronto alle precedenti) e prevedeva un percorso ad anello vicino a Yanbu, una città costiera che si affaccia sul Mar Rosso, nota soprattutto per la sua grande raffineria. All’ultimo punto di controllo cronometrico, dopo 84 chilometri su 105 complessivi, Brabec sembrava ormai certo della vittoria, dato che era addirittura riuscito ad accrescere il suo vantaggio su Benavides. Il peggio sembrava essere passato, e nel suo caso il peggio era stato rappresentato – nella parte cronometrata della dodicesima tappa – da una mandria di dromedari, davanti a lui su un sentiero pieno di sassi.

Californiano di 34 anni, Brabec aveva già vinto nel 2020 e nel 2024 e, come nel resto della corsa, era riuscito a controllare la situazione e amministrare il suo vantaggio. «Il traguardo finale di Yanbu ormai è vicinissimo», aveva scritto Motorsport dopo la tappa dei dromedari, e «Brabec può iniziare davvero a sentire l’odore del successo finale».

A sette chilometri dalla fine ha però sbagliato strada. Dopo l’arrivo, e la vittoria, Benavides ha raccontato così i momenti in cui se n’è accorto durante i suoi ultimi chilometri: «Ho visto una luce venire verso di me da lontano. Ho pensato che non poteva essere lui, le probabilità erano minime. Poi ho rallentato e ho visto che era proprio lui, e che stava tornando indietro». Di conseguenza, capendo di avere ancora possibilità di vincere, Benavides ha «dato tutto» e vinto con un tempo complessivo di 49 ore e 41 secondi, due in meno di Brabec, il quale – dopo alcuni minuti in cui la giuria ha fatto le verifiche del caso – si è complimentato con lui, dicendo poi ai giornalisti: «È difficile da digerire, sono senza parole, non ha senso».

Benavides ha 30 anni e non aveva mai vinto un rally raid prima del Rally Dakar, corsa in cui in otto precedenti partecipazioni non era mai nemmeno arrivato tra i primi tre. A quello di quest’anno era arrivato dopo un infortunio al ginocchio, a ottobre in Marocco. Suo fratello maggiore, Kevin Benavides, aveva vinto il Rally Dakar, sempre nella gara delle moto, nel 2021 e nel 2023 (in quel caso con 43 secondi di vantaggio sul secondo).

Nella gara delle auto, il Rally Dakar è stato vinto per la sesta volta dal qatariota Nasser al-Attiyah, alla guida di una Dacia, e dal suo navigatore Fabian Lurquin. Ha vinto, come spesso gli capita, grazie a un grande controllo. Anche lui, peraltro, protagonista di un errore di navigazione nell’ultima tappa. Ma gestendo il suo vantaggio di oltre un quarto d’ora sul secondo, ha infine rimediato. «Dacia avrebbe potuto affidargli un fragile servizio di piatti in porcellana e lui l’avrebbe portato intatto a Yanbu», ha scritto l’Équipe.

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