Il primo ministro francese ha detto che adotterà la legge di bilancio senza un voto del parlamento

Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha detto che farà ricorso all’articolo 49.3 della Costituzione, che gli consente di far adottare la legge di bilancio senza un voto del parlamento, dopo che per mesi non è riuscito a farla approvare dalla maggioranza dei parlamentari. Quella di Lecornu è una scelta molto rilevante politicamente perché aveva promesso di non farlo, come parte delle concessioni fatte ai Socialisti in cambio dei loro voti: l’articolo consente di non passare da un voto in parlamento ed è malvisto per l’uso disinvolto che in questi anni ne hanno fatto i governi espressi dallo schieramento centrista del presidente Emmanuel Macron.
Prevede anche che nelle successive 24 ore i partiti possano presentare delle mozioni di sfiducia, che in caso di approvazione annullerebbero la legge in questione, oltre a far cadere il governo. Entrambi i principali dell’opposizione – la France insoumise (LFI), di sinistra radicale, e il Rassemblement National, di estrema destra, hanno annunciato che presenteranno una loro mozione di sfiducia. I Socialisti, i cui voti sono decisivi, hanno preso tempo dicendo che la legge di bilancio va nella giusta direzione.
A metà dicembre Lecornu era riuscito a far approvare in parlamento la prima parte della legge, che conteneva la sospensione della riforma delle pensioni di Macron chiesta dai Socialisti, ma poi i negoziati coi partiti sulla seconda parte si erano incartati. I Repubblicani, di destra e alleati di Macron, hanno contestato le concessioni ai Socialisti, alcune di questi giorni. Entrambi i predecessori di Lecornu, Michel Barnier e François Bayrou, erano stati sfiduciati dopo avere fatto ricorso all’articolo 49.3 sulla legge di bilancio: lui, finora, non lo aveva fatto.


