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  • Sabato 17 gennaio 2026

L’interesse di Trump per la Groenlandia dipende anche da una mappa ingannevole?

Il planisfero più diffuso rappresenta la Groenlandia come mooolto più grande di quanto sia realmente, per ragioni vecchie di secoli

(AP Photo/David Goldman)
(AP Photo/David Goldman)
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto più volte di voler prendere il controllo della Groenlandia, ritenendola una priorità di sicurezza nazionale vista la sua posizione nel mar glaciale artico. Fra le ragioni del suo interesse Trump ha parlato anche delle sue ingenti riserve di metalli rari. Inoltre diversi commentatori ritengono che parte della fissazione di Trump per la Groenlandia sia legata alla grandezza del suo territorio: del resto Trump sembra affascinato da sempre da certi parametri quantitativi per definire il suo successo (si è spesso vantato dell’altezza dei suoi grattacieli e dell’estensione dei suoi campi da golf).

Tuttavia la fissazione sulla Groenlandia potrebbe nascere dall’ingannevole rappresentazione dell’isola fatta nelle cartine geografiche che usiamo quotidianamente, che la disegnano molto molto più grande di quanto sia davvero.

La maggior parte delle carte geografiche usate oggi (anche quelle online come Google Maps e OpenStreetMap) si basa sulla proiezione di Mercatore, ideata dal cartografo fiammingo Gerhard Kremer nel Sedicesimo secolo (il cui cognome fu latinizzato in Mercator, da cui l’italiano Mercatore). Questa proiezione però ingrandisce la dimensione dei paesi man mano che ci si allontana dall’equatore. Per esempio, la Groenlandia sembra grande quanto tutto il continente africano, quando in realtà è 14 volte più piccola.

Le distorsioni della proiezione di Mercatore sono in parte inevitabili. Riprodurre la Terra su una cartina infatti è un processo complicato: banalmente poiché è necessario rappresentare su un foglio piatto una superficie che somiglia molto a una sfera.
La proiezione di Mercatore utilizza come riferimenti i paralleli e i meridiani e li mantiene ortogonali: significa che il loro incontro genera sempre angoli retti. Avvicinandosi verso i poli però i meridiani si curvano e si allungano: per questo i territori vicini al polo nord e al polo sud risultano molto dilatati.

L’ex segretario alla Difesa Statunitense Dick Cheney, a sinistra, davanti a un planisfero che non usa la proiezione di Mercatore, Washington, Stati Uniti, 31 gennaio 1990 (AP Photo/Charles Tasnadi)

La proiezione inventata da Mercatore si diffuse rapidamente perché era la più pratica da usare per chi navigava, grazie al fatto che le rotte con un angolo costante rispetto al nord apparivano come linee rette e le coste mantenevano forme riconoscibili. Da lì è stata usata un po’ dappertutto. Viene usata ancora oggi benché non ci sarebbe un reale motivo per preferirla ad altre proiezioni, dato che la navigazione viene fatta con strumenti come il GPS.

L’uso di questa proiezione peraltro è abbastanza controverso poiché rafforza una visione eurocentrica, dato che fa sembrare i paesi a nord dell’equatore più grandi di quanto siano effettivamente, perché più vicini ai poli. L’Unione Africana (l’organizzazione internazionale di cui fanno parte tutti i paesi che si trovano in Africa) annunciò lo scorso anno un’iniziativa per smettere di usare le cartine con la proiezioni di Mercatore, e cominciare a usare quelle con la proiezione Equal Earth, più rispettosa delle dimensioni reali.

– Leggi anche: L’Africa vorrebbe cambiare le mappe del mondo

Alcune organizzazioni internazionali, tra cui la Banca Mondiale, hanno iniziato da tempo a rimuovere la proiezione di Mercatore dal loro sito e dai loro documenti ufficiali, rimpiazzandola con la Equal Earth e con altre proiezioni meno distorte della Terra.

Indipendentemente dalle rappresentazioni delle carte geografiche, qualora gli Stati Uniti si appropriassero della Groenlandia si tratterebbe comunque della più grande acquisizione di territorio mai fatta nella storia degli Stati Uniti. L’estensione della Groenlandia è di 2,2 milioni di chilometri quadrati, pari a più della metà dell’intera Unione Europea.