La campagna acquisti di Reform UK tra i Conservatori
Il partito di Farage ha sottratto ai rivali uno dei politici più promettenti; loro si sono vendicati spoilerando il tradimento

Robert Jenrick e Nigel Farage durante la conferenza stampa del 15 gennaio, a Londra (EPA/ANDY RAIN)
Reform UK, guidato da Nigel Farage, ha fatto il colpo più grosso che gli è riuscito finora in una specie di campagna acquisti ai danni del Partito Conservatore, il suo principale rivale nel campo dell’elettorato di destra britannico. Si è unito al partito l’ex ministro Robert Jenrick, uno dei politici più noti e promettenti dei Conservatori, che poco più di un anno fa era arrivato secondo alle primarie del partito.
Questa defezione, come la chiamano i giornali britannici, dice molto sia delle difficoltà dei Conservatori sia della fase espansiva di Reform, che da mesi è prima nei sondaggi. È clamorosa anche per le modalità con cui è avvenuta, oltreché per la rilevanza politica. Di fatto i Conservatori hanno scelto di cacciare Jenrick prima che se ne andasse lui, per limitare i danni.
In poche ore è successo di tutto. Giovedì mattina Jenrick ribadiva la fedeltà al suo futuro ex partito e al pomeriggio compariva, non troppo sorridente, in una conferenza stampa a fianco di Farage.
I giornali hanno ricostruito che da mesi una persona dello staff di Jenrick stava informando la leader dei Conservatori, Kemi Badenoch, delle riunioni segrete dello stesso Jenrick con Farage.
Badenoch ha capito che era ora di muoversi quando, pochi giorni fa, Jenrick aveva preso copiosi appunti durante una riunione sulla strategia per le prossime elezioni amministrative, a maggio. Ha espulso Jenrick dopo avere ricevuto alcuni screenshot del discorso che Jenrick stava preparando per annunciare il passaggio a Reform. Badenoch ha parlato di «prove inconfutabili» e in seguito ha fatto avere ai giornalisti il testo, in cui peraltro venivano scherniti un paio di refusi.
Torniamo a giovedì. Quella mattina la capogruppo dei Conservatori, Rebecca Harris, ha chiamato Jenrick per comunicargli l’espulsione. Lui ha negato tutto, poi ha riattaccato il telefono. Poco dopo la notizia è stata data da Badenoch con un video casalingo, girato in anticipo. La tattica era bruciare i tempi di Reform e impedirgli di comunicare con enfasi l’arrivo di Jenrick, cosa che probabilmente contavano di fare nel giro di qualche giorno.
Un classico di queste storie è quando ti rimuovono dal gruppo WhatsApp:
in questo caso quello dei parlamentari Conservatori
Quando il video di Badenoch è stato pubblicato sui social, a metà mattina, Farage stava facendo una conferenza stampa in Scozia. Si è trovato nella situazione di non sapere cosa dire: se confermare o smentire tutto. Ha preso tempo, sostenendo di essere in contatto con Jenrick e che lo avrebbe chiamato nel pomeriggio.
– Leggi anche: È un ottimo momento per i Verdi britannici
Per ore Jenrick non ha fatto dichiarazioni. Alla fine è arrivato – in ritardo – a una conferenza stampa di Reform a Londra, in cui in sostanza ha detto che «il Partito Conservatore è rotto e non può essere aggiustato». Il ritardo ha creato un momento imbarazzante, in cui Farage è rimasto da solo sul palco. La giustificazione ufficiale è che Jenrick si era perso sulle scale, ma secondo i giornali stava riscrivendo forsennatamente il discorso che i Conservatori avevano spoilerato.
Qui è dove Farage si è chiesto che fine avesse fatto Jenrick:
scherzando, gli ha chiesto se avesse cambiato idea
Il lato politico di questa storia non è affatto secondario. Anzitutto, Jenrick non è il primo: negli scorsi mesi una ventina di altri ex dirigenti o parlamentari dei Conservatori si è unita a Reform, oltre a centinaia di consiglieri e attivisti locali. Oggi Reform dice di avere 271mila membri, più del doppio dei Conservatori.
L’ultimo arrivo di un certo calibro era stato pochi giorni fa quello di Nadhim Zahawi, ex presidente del partito e ministro delle Finanze. Durante la convention di Reform, a settembre, invece era stato annunciato in pompa magna l’ingresso di Nadine Dorries, ex ministra della Cultura considerata una fedelissima dell’ex primo ministro Boris Johnson. Ci sono vari altri dirigenti di cui, da tempo, si vocifera.

Kemi Badenoch, a un evento elettorale a Edimburgo, mentre il suo staff pubblicava il video che smascherava Jenrick (Jeff J Mitchell/Getty Images)
Per Reform, questa campagna acquisti è sia un’opportunità che un problema.
• Da un lato corrobora la narrazione di Farage, secondo cui i Conservatori sono irrecuperabili e la vera opposizione ai Laburisti è il suo partito. Gli apporta inoltre una classe dirigente, con esperienza istituzionale, che storicamente è mancata ai suoi partiti populisti.
• Dall’altro, ne riduce la credibilità. Reform ha costruito i suoi consensi proprio presentandosi come l’alternativa ai Conservatori, ma sta riciclando alcuni loro esponenti (in questo momento 4 dei suoi 6 deputati sono ex dei Conservatori). Così, rischia di somigliare al “vecchio” che dice di voler sostituire.

Nigel Farage insieme a Nadhim Zahawi, il 12 gennaio (Dan Kitwood/Getty Images)
Inoltre vari dei disertori, come Dorries o Zahawi, che era stato allontanato dalla presidenza del partito per avere nascosto i suoi problemi con il fisco, sono politici screditati o contavano ormai poco nel partito. Il caso di Jenrick è diverso, per più ragioni.
La prima è che, a differenza loro, non era a fine carriera. La seconda è che ha consensi personali e un consistente seguito. Per spiegarlo, la rivista di sinistra New Statesman ha scritto che Jenrick porta con sé un movimento politico, che ha definito Jenrickism dal suo nome. Jenrick è apprezzato soprattutto dai settori più a destra dell’elettorato dei Conservatori e per questo più sovrapponibili a quello di Reform.
– Leggi anche: La nuova vita di Liz Truss
Resta da capire anche cosa Jenrick abbia chiesto in cambio a Farage e come la sua intraprendenza si concilierà con il leader, che in passato è entrato in conflitto con i colleghi di partito che acquisivano troppa visibilità. Le ambizioni di Jenrick non sono un mistero e Badenoch si è mostrata sollevata di essersi liberata di un rivale interno: «Tutto ciò che ho da dire a Nigel è che Rob non è più un problema mio: adesso è un problema tuo», ha detto in un’intervista.



