Il primo rientro anticipato dalla Stazione Spaziale Internazionale è stato completato con successo

La capsula di SpaceX arrivata nell'oceano Pacifico, 15 gennaio 2026 (NASA via AP)
La capsula di SpaceX arrivata nell'oceano Pacifico, 15 gennaio 2026 (NASA via AP)

Attorno alle 9:40 italiane di giovedì una capsula Dragon di SpaceX con quattro astronauti a bordo è rientrata sulla Terra, con un ammaraggio controllato nell’oceano Pacifico, al largo di San Diego, in California. È stato il primo rientro anticipato di sempre dalla Stazione Spaziale Internazionale, e la NASA lo aveva deciso pochi giorni fa per via di un problema medico di uno degli astronauti.

Gli astronauti in questione sono Zena Cardman, Mike Fincke, Oleg Platonov e Kimiya Yui, e facevano parte della missione Crew-11, lanciata verso la ISS lo scorso primo agosto. Per motivi di privacy la NASA non ha reso noto il nome della persona interessata né il suo problema di salute. Stando a quanto riferito da JD Polk, il responsabile medico della NASA, è in condizioni stabili e non c’è un’urgenza medica propriamente detta, ma le possibilità di fare diagnosi complete sulla ISS sono limitate, e i rischi per la sua salute sono tali da aver giustificato il rientro anticipato per precauzione.

La missione Crew-11 coinvolgeva sette astronauti, tre dei quali sono rimasti in orbita. Cardman, Fincke, Platonov e Yui sono dovuti rientrare tutti e quattro perché, se ci fosse stata un’ulteriore emergenza, non ci sarebbero state abbastanza capsule da trasporto attraccate alla ISS per riportare indietro tutti.

– Leggi anche: Perché la NASA ha deciso il rientro anticipato dalla Stazione Spaziale Internazionale