• Mondo
  • Giovedì 15 gennaio 2026

L’India contro le consegne in dieci minuti

Diverse aziende di delivery le promettono per attirare i clienti, ma secondo il ministro del Lavoro sono un problema

Un rider di Zomato a Bangalore, India, 25 giugno 2025 (EPA/JAGADEESH NV via ANSA)
Un rider di Zomato a Bangalore, India, 25 giugno 2025 (EPA/JAGADEESH NV via ANSA)
Caricamento player

L’India ha chiesto alle grosse aziende che si occupano di consegne a domicilio di smettere di promettere consegne rapidissime. Servizi come Blinkit, Zepto o Swiggy sono usati ogni giorno da milioni di persone indiane per ordinare di tutto, dal cibo allo shampoo ai prodotti elettronici: si promuovono garantendo consegne anche in dieci minuti, un tempo che espone i lavoratori al rischio di incidenti, tra le altre cose.

Secondo il ministro del Lavoro, Mansukh Mandaviya, la pressione generata dalla promessa delle consegne in dieci minuti è una minaccia per la sicurezza sul lavoro. Per questo, in un incontro con i dirigenti delle aziende che gestiscono questi servizi, ha chiesto di interrompere questo tipo di promozione.

Per ora non è chiaro se tutte abbiano accolto le richieste di Mandaviya, ma qualche cambiamento c’è stato. Martedì la piattaforma per consegne veloci Blinkit, controllata dall’azienda indiana Eternal (che gestisce anche Zomato), ha cambiato il proprio slogan in “più di 30mila prodotti consegnati a casa tua”, eliminando il riferimento al tempo necessario per le consegne. Swiggy, che è attiva in oltre 700 città indiane, ha rimosso del tutto il riferimento ai dieci minuti.

Dopo la pandemia da coronavirus il settore del delivery in India è cresciuto molto velocemente, anche grazie all’abbondanza di lavoratori poco qualificati che hanno cominciato a fare i rider, e ha attirato investimenti dall’equivalente di miliardi di euro.

Come in molti altri paesi però anche in India i rider sono precari e poco pagati. Anche se formalmente sono lavoratori autonomi, di fatto per mantenersi dipendono dalle aziende e dagli algoritmi delle loro piattaforme. Durante il periodo natalizio, migliaia di loro hanno scioperato in tutto il paese per chiedere salari migliori e misure di previdenza sociale, criticando anche l’espediente promozionale delle consegne in dieci minuti, che secondo molti cela una forma di sfruttamento.

Durante lo sciopero i disagi per i clienti sono stati limitati, ma le proteste hanno aperto un dibattito sulle conseguenze dello sviluppo del settore e hanno sollevato critiche sia da parte dei sindacati che di alcuni politici.

Per il segretario generale della principale federazione dei lavoratori del settore la richiesta di evitare la promessa delle consegne in dieci minuti è un passaggio significativo e necessario. Altri invece temono che sarà più una mossa di facciata e non porterà veri cambiamenti, perché la rapidità di consegna continuerà a essere centrale per superare la concorrenza. Le aziende sostengono che promettere consegne così rapide sia solo uno strumento di marketing, e che i lavoratori non siano obbligati per contratto a rispettare limiti di tempo precisi, né vengano penalizzati.

– Leggi anche: In India c’è un mondo dietro ai sussidi per il lavoro domestico