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  • Giovedì 15 gennaio 2026

Per il presidente dell’Uganda sei mandati non sono ancora abbastanza

Yoweri Museveni ha 81 anni, è in carica dal 1986 e con tutta probabilità sarà rieletto: il suo principale avversario è un musicista che teme di essere ucciso

Un manifesto elettorale del presidente Yoweri Museveni a Kampala, in Uganda, il 13 gennaio 2026 (REUTERS/Thomas Mukoya)

Un manifesto elettorale del presidente Yoweri Museveni a Kampala, in Uganda, il 13 gennaio 2026 (REUTERS/Thomas Mukoya)
 
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Giovedì si vota per le elezioni presidenziali e parlamentari in Uganda. L’esito è scontato: è praticamente certo che vincerà di nuovo l’attuale presidente, Yoweri Museveni, che ha 81 anni, è al potere dal 1986 ed è candidato al settimo mandato. Museveni è un leader autoritario e spesso ha represso l’opposizione, anche con violenza. Il suo principale avversario è un ex musicista, Robert Kyagulanyi Ssentamu, più noto con il nome d’arte Bobi Wine: durante la campagna si è presentato spesso in pubblico con elmetto e giubbotto antiproiettile, perché dice di temere per la propria vita.

Bobi Wine ha 43 anni e si era già candidato una volta contro Museveni nel 2021, perdendo. È un politico molto popolare, specialmente tra le persone più giovani. Da quando ha iniziato a occuparsi di politica ha subìto più volte violenze dalla polizia. È stato anche arrestato varie volte, con accuse che poi sono state abbandonate. La polizia ha interrotto alcuni suoi comizi, attaccando i suoi sostenitori usando gas lacrimogeni, come si vede per esempio nel video qui sotto.

Museveni arrivò al potere con un colpo di stato. Nel corso dei decenni è stato un presidente abbastanza apprezzato, tra le altre cose perché è riuscito a garantire una buona crescita economica, a contenere la diffusione dell’AIDS e perché, più in generale, è riuscito ad assicurare un periodo di pace e di stabilità all’Uganda.

All’inizio si pensava che Museveni sarebbe riuscito anche a garantire un processo di democratizzazione, dopo la fine della sanguinaria dittatura di Idi Amin e anni di guerra civile. In realtà ha accentrato il potere su di sé, facendo cambiare più volte la Costituzione per presentarsi alle elezioni, per esempio eliminando il limite al numero dei mandati presidenziali o quello dell’età massima per i candidati (i limiti erano di due mandati e 75 anni, entrambi abbondantemente superati da Museveni).

Museveni ha vinto al primo turno tutte le elezioni presidenziali dal 1996, quando vennero organizzate per la prima volta, in votazioni che non erano libere e sono sempre state criticate dall’opposizione. Ha ridotto l’indipendenza del settore giudiziario e la libertà di stampa. Ha anche messo i propri familiari in posizioni di potere: il figlio, Muhoozi Kainerugaba, è il generale a capo dell’esercito ugandese ed è considerato il probabile successore di Museveni.

Secondo diversi osservatori internazionali, tra cui le Nazioni Unite e Amnesty International, le elezioni di giovedì non possono essere definite libere e regolari a causa della repressione dell’opposizione. Più di 400 persone sono state arrestate per avere partecipato ai comizi di Bobi Wine, o perché considerate come sue sostenitrici. Ci sono stati casi di torture e maltrattamenti. Martedì poi il governo ha bloccato internet in tutto il paese, ufficialmente per prevenire la disinformazione prima del voto: la decisione renderà più difficile comunicare per le opposizioni e verificare eventuali incidenti e accuse di irregolarità.

Oltre a Museveni e Bobi Wine ci sono altri sei candidati per le elezioni presidenziali, che non hanno però grandi possibilità di ottenere un risultato significativo. Un altro importante politico dell’opposizione, Kizza Besigye, che in passato si è candidato più volte contro Museveni, quest’anno non ha potuto farlo. È in carcere, dopo che nel 2024 è stato arrestato con l’accusa di alto tradimento. Oltre alle elezioni presidenziali è molto probabile che il partito di Museveni, il Movimento di Resistenza Nazionale, vinca anche quelle per il parlamento, dove ha già la maggioranza.

I risultati delle elezioni presidenziali dovrebbero essere diffusi nel pomeriggio di sabato, dato che la legge prevede che la Commissione Elettorale debba annunciarli entro 48 ore dalla chiusura dei seggi. Se nessun candidato dovesse ottenere più del 50 per cento dei voti ci sarà un ballottaggio tra i due più votati. Nel 2021 dopo le elezioni ci furono grossi disordini e violenze: Bobi Wine inizialmente rifiutò di riconoscere la vittoria di Museveni, e nelle proteste che seguirono decine di persone vennero uccise.