Quante copie vendono i libri di Altrecose
E un po' di numeri per conoscere il mercato della "non fiction" e dell'informazione giornalistica in Italia

Qualche mese fa il Post ha raccontato quante copie vendono i numeri di Cose spiegate bene (la rivista/libro creata cinque anni fa assieme all’editore Iperborea): l’intenzione era sia mantenere una rodata condivisione con abbonati e abbonate delle cose che riguardano il Post, e una trasparenza sui loro risultati, sia dare maggiori informazioni e spiegazioni sul funzionamento del mercato dei libri, anche questa una scelta a cui il Post si è dedicato da sempre (per esempio dedicandole lo stesso primo numero di Cose spiegate bene). Qui invece avevamo spiegato più in generale i numeri dei libri più venduti in Italia, o di quelli degli autori e autrici più noti. Il mondo dei libri gode di grandi attenzioni, interessi e affetti, ma è sempre molto poco raccontato nei suoi elementi e nelle sue dinamiche più concrete, che poi influenzano sensibilmente la diffusione dei loro contenuti, la cultura condivisa e i dibattiti conseguenti.
Adesso aggiungiamo a quel racconto una simile spiegazione dei risultati del successivo progetto avviato dal Post con Iperborea, quello del brand Altrecose, dedicato alla pubblicazione di libri di non fiction e di divulgazione e informazione giornalistica di autori stranieri (con una recente prima eccezione). Anche in questo caso ne facciamo un utile esempio di quali sono gli andamenti generali della non fiction, che a volte nelle categorie italiane viene indicata come “saggistica” (con alcuni titoli categorizzati come “varia”), malgrado le due definizioni non siano esattamente coincidenti, e malgrado la stessa distinzione tra fiction e non fiction non sia così accertabile per ogni libro (come esempio vistoso tra i tanti, si pensi a M di Antonio Scurati).
Prima, però, ripetiamo cosa sono i dati che prendiamo in considerazione.
I dati vanno brevemente spiegati. Le “copie vendute” dei libri non vengono conteggiate in tempo reale: gli editori sanno quante copie hanno distribuito alle librerie, ma per conoscere davvero quante copie sono state effettivamente comprate da qualcuno servono molti mesi e consuntivi. Gli editori si servono quindi di una società che si chiama GfK, che raccoglie campioni di dati settimanalmente, basandosi in parte su informazioni reali, in parte su dati collaterali e in parte su estrapolazioni statistiche: da quei dati sono tratte per esempio le classifiche pubblicate dagli inserti culturali dei quotidiani. Quelli che citiamo qui sono quindi numeri che sommano i dati diffusi da GfK alle copie effettivamente vendute dal Post sul suo sito e ai suoi eventi pubblici.
Queste ultime, grazie alla fiducia di chi segue il Post, sono una quota cospicua del totale, e in alcuni casi e soprattutto nelle prime settimane di uscita superano quelle vendute nelle librerie.
Altrecose ha pubblicato finora otto libri, quattro nel 2024 e quattro nel 2025 (i soddisfacenti risultati ci hanno convinti ad aumentare il numero delle pubblicazioni previste nel 2026). Per tutti quanti i libri, ma per alcuni di più, le vendite proseguono: quindi i libri pubblicati prima hanno ovviamente un vantaggio, nel confronto con gli altri. I libri che si continuano a vendere anche dopo il primo anno di “novità” vengono chiamati “catalogo”: sono una parte importante delle vendite delle case editrici, e di alcune in particolare. La collaborazione delle librerie nel dar loro esposizione – considerato l’impressionante turnover creato dall’impressionante numero delle nuove uscite settimanali – è naturalmente un elemento prezioso nel mantenere visibili i libri non più di recente uscita.
Prima di vedere i numeri, che possono significare poco senza dei riferimenti, è il caso di descrivere il contesto e gli standard. Gli acquisti del settore della non fiction nel mercato italiano sono minori di quelli della fiction, e riguardano nella quasi totalità dei casi i libri di autori che hanno personali notorietà e séguiti in Italia: soprattutto per ragioni di visibilità televisiva, ma anche di costruzione di comunità online.
I libri nuovi di questa categoria che hanno venduto di più nel 2025 sono un libro del giornalista Aldo Cazzullo (il cui libro precedente fu il più venduto nel 2024),uno del divulgatore Alberto Angela, uno di papa Francesco, uno dello storico Alessandro Barbero, uno del giornalista Beppe Severgnini e uno del nutrizionista Tiziano Scarparo. Sono sei libri di non fiction tra i primi venti più venduti e tutti corrispondenti al criterio detto (sulla visibilità dell’autore e sulla costruzione di una comunità fedele un caso supera di gran lunga gli altri): con numeri che Gfk ha indicato tra le 240mila e le 80mila copie. Tra i primi cinquanta libri più venduti, quelli di non fiction sono dodici (per i curiosi, i più venduti tra l’assai prevalente fiction sono stati i libri di Dan Brown, di Joël Dicker, di Gianluca Gotto e di Ken Follett, tra le 330mila e le 160mila copie).
Il primo libro nuovo di non fiction straniera per vendite nel 2025 (non considerando “straniera” la pubblicazione del libro del papa) si trova assai più in basso ed è un libro di “autoaiuto” dell’autrice americana Mel Robbins. Il secondo è al 196° posto ed è un libro romanzato sul proprio rapporto coi cani di un autore inglese. Per trovarne uno dedicato a temi meno personali bisogna arrivare al discorso sulla letteratura della premio Nobel (per la letteratura) Han Kang, 256°, che ha superato le 15mila copie (Adelphi). Il più venduto libro straniero di contenuto più giornalistico e attuale è al 299° posto ed è Un giorno tutti diranno di essere stati contro, che ha superato le 13mila copie (Feltrinelli). Sopra le 10mila copie ce n’è soltanto un altro paio.
Come avrete capito, stiamo descrivendo un settore – la non fiction straniera di divulgazione e informazione giornalistica e saggistica – che oggi ottiene una quota assai limitata delle attenzioni di chi compra libri, all’interno della già limitata quota di lettori di non fiction. Tra gli editori che pubblicano più spesso questo genere di libri, le aspettative di vendita sono solitamente tra le duemila e le seimila copie nei casi migliori, con rarissime eccezioni che le superano. Per fare qualche esempio tra i più noti di quest’anno: il libro postumo della protagonista del “caso Epstein” Virginia Giuffre è arrivato vicino alle ottomila copie; il dialogo tra Thomas Piketty e Michael Sandel tradotto da Feltrinelli ne ha vendute cinquemila; l’autobiografia di Anthony Hopkins ha venduto quattromila copie e quella di Bjorn Borg poche meno; il libro del regista Werner Herzog più di duemila; il discusso e molto promosso libro che si chiama Ipnocrazia è arrivato quasi a novemila copie.
Disegnato il quadro, vediamo i risultati di questi primi due anni di Altrecose, sommando i dati di Gfk a quelli delle ulteriori vendite da parte del Post. I due libri che sono stati più attraenti (non diciamo “apprezzati”: quello ai libri avviene solo dopo l’acquisto e la lettura) sono stati rispettivamente Leggere gli alberi di Tristan Gooley (2025) e L’Africa non è un paese di Dipo Faloyn (2024), che hanno entrambi superato le novemila copie ed è realistico che raggiungano le diecimila nella prima metà del 2026.
Sono ottimi anche i risultati del primo libro del progetto, Mostri di Claire Dederer (2024) che è vicino alle seimila copie vendute, e del più recente e “diverso” Playlist di Luca Sofri (2025) che ha inaugurato una maggiore versatilità delle scelte e che pur essendo uscito da soli due mesi le seimila copie le ha superate.
Sta ancora crescendo sensibilmente anche il numero delle vendite di Niente mi aveva preparato (2025), il reportage da Gaza di Jean-Pierre Filiu anch’esso uscito da poco e che ha chiuso l’anno poco sotto le quattromila copie. Poco sopra invece sono le vendite di Il desiderio di Dio (2024), mentre i due libri che hanno avuto risultati inferiori a questi sono Traffic (2024) e Ci siamo già visti? (2025). Sul primo, a quasi tremila copie, c’erano minori aspettative: è un libro avvincente sui cambiamenti nel giornalismo digitale, argomento caro alla divulgazione del Post. Il secondo, che finora ha venduto quasi duemila copie, pensiamo meriti in effetti maggiori curiosità, per i suoi argomenti familiari a molti e per la brillantezza del racconto scientifico e personale assieme.
Questi numeri danno un’idea delle soddisfazioni ottenute fino a oggi con il progetto di Altrecose, soddisfazioni a cui concorre senz’altro la fiducia di lettori e lettrici rispetto alle proposte di informazione – ma anche di intrattenimento – del Post e alla qualità del lavoro editoriale di Iperborea, per un’offerta che stimola il desiderio di conoscenza e la curiosità su determinati argomenti e attualità, convincendo alla lettura di autori e autrici autorevoli ma non necessariamente familiari (con la limitata eccezione del peraltro direttore editoriale del Post). È un progetto, come abbiamo spesso detto, quello di informarsi e conoscere le cose: che continuiamo a far crescere insieme e mantenendo i consueti standard di qualità, anche con i libri.


