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  • Martedì 13 gennaio 2026

Il grande successo dei podcast di “The Ringer” negli Stati Uniti

Dedicati allo sport e alla cultura pop, sono tra i più noti e influenti grazie alle intuizioni del giornalista Bill Simmons

Da destra verso sinistra: Billy Simmons con Eddie Vedder e Jeff Ament, rispettivamente cantante e bassista dei Pearl Jam (YouTube)
Da destra verso sinistra: Billy Simmons con Eddie Vedder e Jeff Ament, rispettivamente cantante e bassista dei Pearl Jam (YouTube)
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Good Hang with Amy Poehler ha vinto il premio per il miglior podcast nell’ultima edizione dei Golden Globe. Condotto da Amy Poehler, una popolare comica statunitense nota per la sua lunga collaborazione col Saturday Night Live!, il podcast segue un format piuttosto semplice: in ogni puntata viene intervistata una celebrità legata al mondo dello spettacolo o dello sport.

L’intervista principale è però preceduta da una videochiamata in cui Poehler chiacchiera con persone che conoscono personalmente l’ospite, per raccogliere spunti e possibili domande da sviluppare nel corso della conversazione. Secondo il New Yorker, oltre a questo espediente, un altro motivo del successo di Good Hang with Amy Poehler è il fatto che sia «uno spazio sicuro», nel senso che l’ospite di turno sa che non sarà messo troppo in difficoltà dalle domande di Poehler, e di conseguenza tende ad aprirsi più facilmente con lei.

Good Hang with Amy Poehler è prodotto da The Ringer, un media che si occupa principalmente di sport e cultura pop, e che da qualche anno si è ritagliato uno spazio importante nel panorama dell’informazione e dell’intrattenimento statunitensi grazie a una serie di podcast molto apprezzati. È stato fondato dal famoso giornalista sportivo americano Bill Simmons nel 2016 e acquistato dal servizio di streaming musicale Spotify quattro anni dopo. Dal 2026, grazie a un accordo firmato lo scorso ottobre, i podcast di The Ringer vanno in onda anche nella versione statunitense di Netflix.

Simmons è uno che di sport e di cultura pop se ne intende. Tra il 2011 e il 2015 aveva fondato e diretto Grantland, sito gestito dalla rete americana ESPN che in quel periodo ottenne enormi attenzioni per gli articoli che pubblicava. Raccontavano carriere e imprese sportive con uno stile alto e “letterario” che oggi è comune a molte pubblicazioni, ma che ai tempi fu percepito come una novità.

In quel periodo la formula di Grantland (il cui nome era ispirato a quello di Grantland Rice, famoso giornalista sportivo americano morto nel 1954) ispirò diverse riviste con toni e approcci simili in tutto il mondo. Il caso più famoso in Italia è quello del sito Ultimo Uomo.

Già prima di dirigere Grantland, Simmons era stato un volto molto conosciuto del giornalismo sportivo americano. Diventò famoso alla fine degli anni Novanta fondando AOL, uno dei primi blog sportivi. Ottenne un successo considerevole e fu notato da ESPN, che gli offrì un lavoro da editorialista. Nel 2007 ideò e curò per l’emittente 30 for 30, una serie di apprezzati documentari sportivi. Sempre per ESPN condusse anche il podcast The B.S. Report e la trasmissione di approfondimento sul basket NBA Countdown. Nel 2016, dopo aver lasciato ESPN, presentò per una stagione il talk show Any Given Wednesday with Bill Simmons su HBO.

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Da un certo punto di vista The Ringer è una specie di prolungamento dell’esperienza di Grantland, ma sta ottenendo un successo e una centralità mediatica decisamente superiori. Pur essendo una rivista stimata e molto apprezzata, Grantland intercettava principalmente un segmento di pubblico molto preciso, cioè lettori appassionati di sport, con un alto livello di istruzione e con grande interesse per analisi molto approfondite, reportage curati e ben scritti e longform (articoli lunghi e molto documentati).

The Ringer invece ha ambizioni diverse: pur pubblicando ogni giorno articoli di sport, musica, cinema e intrattenimento, la sua principale attività è la produzione di podcast. Ne pubblica tanti, dedicati agli argomenti più vari: The Rewatchables per esempio è dedicato ai film di Hollywood più apprezzati e premiati di sempre, mentre The Ringer Fantasy Football Show è una rubrica di consigli dedicata al fantasy football, una specie di fantacalcio basato sulla NFL, il principale campionato di football americano degli Stati Uniti.

Un altro podcast di buon successo è The McShay Show, in cui l’analista della NFL Todd McShay commenta il rendimento dei giocatori selezionati nel draft, cioè l’evento in cui le franchigie più importanti scelgono gli atleti provenienti dalle università o dall’estero.

E poi ci sono The Zach Lowe Show, in cui il giornalista sportivo Zach Lowe commenta i risultati delle partite dell’NBA; e The Big Picture, dedicato alle novità che escono al cinema e presentato dall’ex giornalista di Pitchfork Sean Fennessey e dalla critica cinematografica Amanda Dobbins.

Bill Simmons compare come ospite o presentatore in quasi tutti i podcast, ma ne conduce anche uno tutto suo, il Bill Simmons Podcast, che fondamentalmente è un altro programma di interviste a gente famosa dello sport e dello spettacolo.

Tra i motivi del successo che i podcast di The Ringer stanno riscuotendo negli Stati Uniti ci sono l’attitudine ad alternare analisi e momenti di divertimento, ma anche una grande attenzione nella scelta dei conduttori: sono quasi sempre giornalisti, critici o analisti con una conoscenza profonda del proprio settore, capaci di parlare con competenza ma senza rinunciare a un tono informale e accessibile. In altri casi sono personalità legate al mondo dello spettacolo e capaci di intercettare un pubblico più trasversale.

Tutti i podcast di The Ringer sono disponibili sul sito, sulle principali piattaforme di streaming e in formato video su YouTube; negli Stati Uniti li si può vedere anche su Netflix.

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