Perché l’Italia non è cambiata
Lo racconta Francesco Piccolo in quattro spettacoli dal vivo, che diventeranno un podcast

L’8 aprile al teatro Oscar di Milano si terrà il secondo appuntamento di Allegramente pessimista, una serie di quattro spettacoli di Francesco Piccolo, che diventeranno un podcast del Post. Questa volta, Piccolo partirà da un film per raccontare come l’Italia non è cambiata: La Terrazza di Ettore Scola, del 1980. Lo spettacolo si intitola Il funerale degli intellettuali, perché di questo si parlerà: del tramonto di tutti i mestieri intellettuali di persone che ormai, giunte all’età della maturità, si rendono conto di non aver compiuto nulla di quello che avevano immaginato di dover realizzare, sia nella vita pubblica, ma anche nella vita privata.
Per le persone abbonate al Post i biglietti sono già disponibili: le informazioni per comprarli si trovano nell’area personale. Da venerdì 13 marzo saranno disponibili anche per chi non ha un abbonamento.
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Chi vive in Italia, prima o poi, si fa delle domande. Per esempio: perché non siamo come gli svedesi? Intendiamoci, non è invidia, ma ci capita di chiederci da dove arrivi il nostro complicato rapporto con la politica, per esempio. Perché il boom economico è diventato una crisi senza fine? Com’è successo che dalla Resistenza sia nato un paese democristiano, o quando gli “intellettuali” cosiddetti hanno smesso di farci pensare? La buona notizia è che le risposte a queste domande esistono. E a volte si trovano nei romanzi, nei film, nelle canzoni, prima che nei libri di storia.
Francesco Piccolo, scrittore premio Strega, sceneggiatore di film e serie tv molto amate, racconterà quattro risposte a questa domanda – perché l’Italia non è cambiata? – partendo da quattro storie del nostro passato, ogni volta attraverso un’opera diversa. Lo farà in quattro spettacoli dal vivo al teatro Oscar di Milano, nell’arco di tutto il 2026, che diventeranno di volta in volta episodi di un podcast. Si chiamerà Allegramente pessimista, ma il titolo lo spiegheremo meglio poi.
La prima serata è stata martedì 10 febbraio e partiva dal libro L’orologio di Carlo Levi, un grande romanzo di narrativa politica del 1950 che racconta lo sfaldamento degli antifascisti tra l’entusiasmo del dopoguerra e l’immobilismo della classe politica. Allegramente pessimista sarà un podcast, per l’appunto, ma registrato dal vivo, a teatro: quindi abbiamo pensato che sarebbe stato bello coinvolgere lettori e lettrici dandogli modo di partecipare, di vedere nascere un podcast del Post, in buona sostanza. Esserci, anche in senso letterale, dentro la registrazione.
Allegramente pessimista si tiene al teatro Oscar, a Milano. I dettagli e i biglietti delle serate sono disponibili alcune settimane prima delle stesse: sempre con prevendita per chi ha un abbonamento al Post.



