È morto Scott Adams, autore del popolare fumetto “Dilbert”
Qualche mese fa aveva detto di avere un tumore: dopo un enorme successo, aveva perso molti contratti per via delle sue posizioni razziste

È morto martedì a 68 anni Scott Adams, fumettista e autore della popolare striscia a fumetti Dilbert, che raccontava in modo divertito ed efficace la vita in ufficio in una grande azienda. Da molti anni le strisce di Dilbert sono pubblicate anche in Italia. Qualche mese fa Adams aveva detto di soffrire di un cancro alla prostata. La notizia della sua morte è stata annunciata dalla ex moglie.
Adams ideò la striscia umoristica Dilbert nel 1989: raccontava le avventure in ufficio dell’omonimo protagonista, dei suoi colleghi e del suo cane Dogbert. Nel corso degli anni la striscia è apparsa su migliaia di giornali e riviste, in 70 paesi e 25 lingue (in Italia su Linus). Tra il 1999 e il 2000 ne fu creata anche una serie animata.
La striscia era ispirata alla reale esperienza di Adams in una banca di San Francisco, dove lavorò per diversi anni prima di affermarsi come disegnatore; in banca Adams lavorò prima come sportellista e poi come dirigente. Anni dopo raccontò che alcuni dettagli della personalità del personaggio erano modellati sul suo stesso carattere, come per esempio «l’assenza di competenze sociali», o su persone che aveva incontrato al lavoro.
Se Dilbert era popolare e amatissimo, Adams è stato spesso criticato per via delle sue posizioni apertamente razziste e sessiste. Sul suo blog nel 2006 scrisse: «le donne sono trattate in modo diverso dalla società per la stessa ragione per cui lo sono i bambini e gli handicappati mentali: è semplicemente più comodo per tutti».
A partire dal 2015, anno in cui sostenne la campagna elettorale di Donald Trump, Adams si avvicinò sempre più apertamente ai Repubblicani e all’estrema destra. Successivamente ha sostenuto che aver appoggiato Trump avesse danneggiato la sua carriera.
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Adams nel 2006 (AP Photo/Marcio Jose Sanchez)
Nel 2018 lanciò Real Coffee With Scott Adams, un podcast quotidiano in cui commentava le notizie del giorno offrendo il suo punto di vista, che oggi su YouTube ha circa 200mila iscritti. Fu proprio in un episodio del podcast che espresse una delle opinioni che gli sono state più contestate. A un certo punto disse che le persone bianche dovevano stare «dannatamente lontane dalle persone nere», che dal suo punto di vista sarebbero un «gruppo d’odio».
Per via di quella dichiarazione razzista quell’anno diversi importanti giornali statunitensi smisero di pubblicare le sue vignette. Tra questi il Washington Post, il New York Times (nella sua versione cartacea internazionale) e USA Today, un gruppo che detiene centinaia di testate. Successivamente Adams ha continuato a pubblicare Dilbert su Locals, una piattaforma online accessibile su abbonamento.
Per via delle sue posizioni spesso irricevibili Adams perse anche vari progetti paralleli. Per esempio fu allontanato dalla Penguin Random House, la più grande casa editrice di libri al mondo, che annullò la pubblicazione di un suo libro di consigli umoristici per vivere meglio, Reframe Your Brain. Il libro uscì comunque: nel 2023 Adams se lo autopubblicò.
Lo scorso novembre aveva parlato della sua complessa condizione di salute su X, ex Twitter, chiedendo espressamente aiuto al presidente Trump per ottenere un farmaco che, disse, gli avrebbe permesso di «restare su questo pianeta ancora un po’». Trump rispose «ci penso io» e anche il segretario alla Salute Robert Kennedy disse «il presidente vuole aiutare». Non è chiaro però se questa disponibilità abbia comportato un aiuto concreto.
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