Alberto Trentini e Mario Burlò sono tornati in Italia
Sono atterrati con un volo di Stato a Ciampino, dopo una detenzione durata oltre un anno in Venezuela

L’abbraccio dei familiari di Alberto Trentini e Mario Burlò sulla pista di atterraggio dell’aeroporto di Ciampino, il 13 gennaio 2026 (Filippo Attili/Ufficio stampa di Palazzo Chigi via ANSA)
Il cooperante Alberto Trentini e l’imprenditore Mario Burlò, gli italiani che erano stati imprigionati in Venezuela per oltre un anno e liberati all’alba di lunedì mattina (ora italiana), sono tornati in Italia. Sono arrivati con un volo di Stato partito da Caracas, la capitale del Venezuela, e atterrato martedì mattina all’aeroporto di Ciampino, vicino a Roma. Il volo è atterrato in una zona chiamata CAI, Compagnia aeronautica italiana, dove decollano e atterrano gli aerei dei servizi segreti. Ad attenderli c’erano la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, oltre alla madre di Trentini, Armanda Colusso, la sua avvocata Alessandra Ballerini, la figlia di Burlò e il suo avvocato, Maurizio Basile.

Alberto Trentini all’aeroporto di Ciampino (Laura Fasani/il Post)
Poco prima delle 10 Trentini si è allontanato su un’auto mentre l’avvocata Ballerini si è fermata a parlare con i giornalisti, circa una trentina, che si erano radunati all’uscita della zona militare. «Siamo felicissimi oggi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo», ha detto. «Non si possono cancellare le sofferenze di questi interminabili 423 giorni». Ha poi chiesto di rispettare il desiderio di raccoglimento e tranquillità della famiglia «per tentare di cancellare i brutti ricordi e superare le sofferenze di questi 14 mesi», e ha ringraziato le persone che sono state loro vicine. Poi se n’è andata senza rispondere alle domande dei giornalisti.

La mamma di Alberto Trentini abbraccia il figlio rilasciato ieri dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela, all’aeroporto Ciampino di Roma, 13 gennaio (Filippo Attili/Ufficio stampa di Palazzo Chigi via ANSA)

I figli di Mario Burlò, Gianna e Corrado, accolgono il padre all’aeroporto Ciampino di Roma, 13 gennaio 2026 (Filippo Attili/Ufficio stampa di Palazzo Chigi via ANSA)
Parlando con i giornalisti, Basile ha detto che Burlò, che ha 52 anni, è «molto provato». Lunedì la Stampa aveva riportato un suo racconto della detenzione, in cui diceva di essere stato costretto a dormire per più di un anno per terra.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accoglie Alberto Trentini, rilasciato ieri dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela, all’aeroporto Ciampino di Roma, 13 gennaio (Filippo Attili/Ufficio stampa di Palazzo Chigi via ANSA)
Burlò è un imprenditore torinese che prima della sua scarcerazione non era molto noto, benché in Italia sia accusato di diversi reati fiscali e finanziari. Il caso di Trentini invece era stato molto seguito e aveva dato origine a una grande campagna in favore della sua liberazione. Sia Burlò che Trentini erano stati arrestati nel novembre del 2024 perché il governo venezuelano voleva usare la loro detenzione nel tentativo di fare pressione sul governo italiano e ottenere un riconoscimento formale (è una pratica nota come diplomazia degli ostaggi). Trentini si trovava in Venezuela per l’ong internazionale Humanity & Inclusion, che aiuta le persone con disabilità.
Trentini e Burlò sono stati scarcerati all’interno di una più ampia operazione di liberazione di detenuti politici venezuelani e internazionali decisa dal governo di Delcy Rodríguez, dopo che gli Stati Uniti avevano catturato l’ex presidente Nicolas Maduro. Alle trattative per la loro liberazione hanno partecipato, oltre al governo e al ministro degli Esteri italiano, anche il Vaticano, gli Stati Uniti e rappresentanti politici venezuelani. Dopo le scarcerazioni, Meloni ha ringraziato Rodríguez «per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni», dimostrando di riconoscerla come un’interlocutrice politica (cosa mai fatta, invece, con Maduro).
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