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  • Martedì 13 gennaio 2026

Alain Orsoni e la Corsica

Militante autonomista, politico e presidente di una squadra di calcio: ha avuto molte vite, ed è stato ucciso durante il funerale della madre

Alain Orsoni a Parigi nel 2013, durante una partita tra il Paris Saint-Germain e l'Ajaccio AC, la squadra di cui allora era presidente. (Getty Images/Xavier Laine)
Alain Orsoni a Parigi nel 2013, durante una partita tra il Paris Saint-Germain e l'Ajaccio AC, la squadra di cui allora era presidente. (Getty Images/Xavier Laine)
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Vero è un comune piccolissimo nel centro della Corsica, a una trentina di chilometri dal capoluogo Ajaccio: nel 2022 ci vivevano 622 persone. Nel cimitero di Vero il 12 gennaio è stato ucciso Alain Orsoni, un ex politico autonomista molto noto in Corsica e molto discusso. Stava partecipando al funerale della madre. Secondo le prime ricostruzioni Orsoni è stato ucciso con colpi d’arma da fuoco, sparati da centinaia di metri di distanza. Prima di essere assassinato aveva subito altri tentativi di omicidio, e da anni viveva all’estero. Era tornato per il funerale: i giornali francesi hanno scritto che di solito girava con diverse guardie del corpo e un giubbotto antiproiettile. Lunedì, però, non lo indossava.

Orsoni aveva 71 anni. Fu un importante politico e militante autonomista, che sosteneva una maggiore autonomia della Corsica dal resto della Francia. Era nato nel 1954 ad Ajaccio e da giovane era stato un militante di estrema destra, prima di entrare nel Fronte di Liberazione Nazionale Corso (FLNC).

Il FLNC venne fondato nel 1976 e per molto tempo fu il principale gruppo indipendentista attivo in Corsica. Negli anni i suoi membri compirono moltissimi attacchi e attentati contro le autorità francesi. Orsoni prese parte direttamente ad almeno uno di questi: nel 1980, insieme ad altri militanti, sparò ad alcuni gendarmi francesi davanti all’ambasciata dell’Iran, a Parigi, ferendone quattro. Lui venne arrestato e incarcerato e tornò libero nel 1982, dopo un’amnistia.

Una conferenza stampa del Fronte di Liberazione Nazionale della Corsica nell'ottobre del 1981 a Bastia

Una conferenza stampa del Fronte di Liberazione Nazionale della Corsica nell’ottobre del 1981 a Bastia, in Corsica (Getty Images/Philippe Le Tellier)

La storia dell’autonomismo corso è piuttosto intricata. I corsi hanno una propria identità culturale e linguistica, ma la Corsica fu indipendente solo per qualche anno, dopo essersi liberata dal dominio della Repubblica di Genova a metà del Diciottesimo secolo. Nel 1769 venne occupata dall’esercito francese, e unita ufficialmente alla Francia vent’anni dopo. A partire dagli anni Sessanta del Novecento il movimento autonomista acquisì forza, soprattutto perché sull’isola si erano trasferiti moltissimi esuli corsi e altri francesi d’Algeria, dopo che questa ottenne l’indipendenza. Il governo avviò specifici programmi e sussidi per la regione, che però penalizzarono la popolazione locale.

Negli anni Ottanta Orsoni fu un politico locale molto popolare e un deputato all’Assemblea della Corsica, il parlamento locale. In quel periodo il FLNC fu un’organizzazione attiva e importante, ma il suo potere iniziò a diminuire negli anni Novanta, quando ci furono una serie di scissioni interne. Nel 1990 Orsoni, insieme a diversi suoi collaboratori, fondò il Movimento per l’Autodeterminazione (MPA), un partito politico autonomista e di orientamento liberale, che fu attivo fino alla fine degli anni Novanta.

Per finanziare le proprie attività diversi militanti del FLNC avevano stretto rapporti con il crimine organizzato e avevano acquisito un notevole potere personale. Le scissioni interne al movimento aumentarono le tensioni tra le nuove fazioni. Nei primi anni Novanta questo culminò in una serie di assassinii di importanti esponenti dell’autonomismo corso: dal 1992 al 1996 più di 20 persone vennero uccise.

Nel 1996 Orsoni decise di lasciare l’isola, temendo per la propria sicurezza. Visse per diversi anni all’estero, tra Stati Uniti, Nicaragua e Spagna, aprendo diverse attività commerciali e collaborando con un’azienda che si occupava di gioco d’azzardo e di macchine da gioco, Pefaco. Secondo molti però rimase una persona molto influente in Corsica, anche se non si trovava fisicamente sull’isola. Vi fece ritorno solo nel 2008: ufficialmente per assumere l’incarico di presidente della squadra di calcio dell’AC Ajaccio, che in quel momento giocava nella Ligue 2, la Serie B francese.

Orsoni sulla prima pagina del settimanale di Le Monde, M, nel 2012

Orsoni sulla prima pagina del settimanale di Le Monde, M, nel 2012

Orsoni disse che aveva assunto la presidenza dell’Ajaccio come una sorta di favore personale all’ex presidente della squadra, Michel Moretti. Moretti era un suo vecchio amico e collaboratore del Movimento per l’Autodeterminazione, che prima di morire gli aveva chiesto di occuparsi del club. In quel periodo Orsoni fu un personaggio popolare nei media francesi: fu spesso ospite in trasmissioni televisive e diversi giornali raccontarono la sua storia, che in molti casi veniva romanticizzata e associata ad alcuni stereotipi sulla Corsica, spesso rappresentata in Francia come una regione oscura e violenta (Le Monde nel 2012 titolò un suo ritratto: «Orsoni, ovvero l’inferno della Corsica»).

In Corsica, comunque, continuava a stare molto attento alla propria sicurezza: secondo i giornali si spostava con un’auto blindata e impiegava addetti alla sicurezza sulle colline attorno allo stadio dell’Ajaccio, temendo ci fossero cecchini appostati per ucciderlo. Non erano timori infondati: nel 2008 la polizia arrestò sei persone che progettavano di assassinarlo, e che appartenevano a un gruppo del crimine organizzato. In un’intervista Orsoni disse di considerarsi «un condannato a morte».

Molti all’epoca sospettavano che Orsoni in quel periodo stesse cercando di aumentare il proprio potere personale nel sud della Corsica, dopo la morte di un importante capo mafioso locale, Jean-Baptiste Jérôme Colonna. Le persone che cercarono di ucciderlo nel 2008 appartenevano proprio a un gruppo vicino a Colonna. Lui però non venne mai accusato formalmente di reati legati al crimine organizzato, e ha sempre negato queste ricostruzioni.

Orsoni lasciò la presidenza dell’Ajaccio nel 2023. Negli ultimi anni la squadra era in grandi difficoltà finanziarie, e nel 2025 è stata esclusa da tutte le competizioni nazionali francesi a causa dei suoi debiti. Prima di essere ucciso Orsoni era tornato a vivere all’estero la maggior parte del tempo, soprattutto in Nicaragua, e tornava in Corsica solo per brevi periodi. Lo scorso maggio suo figlio Guy Orsoni, arrestato nel 2018, è stato condannato a 13 anni di carcere per tentato omicidio: per le autorità francesi, che lo hanno descritto come una «figura di spicco del banditismo corso», stava pianificando l’uccisione di un uomo di un clan rivale.