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  • Lunedì 12 gennaio 2026

I video da un obitorio di Teheran pieno di cadaveri

Circolano sui social nonostante il blocco di internet e mostrano decine di corpi ammassati, appartenenti a persone uccise durante le proteste

Un fermo immagine da uno dei video provenienti dall'Iran ottenuti dall'organizzazione per i diritti umani HRANA
Un fermo immagine da uno dei video provenienti dall'Iran ottenuti dall'organizzazione per i diritti umani HRANA

Nonostante il regime iraniano abbia bloccato le connessioni internet, stanno circolando alcuni video filmati nella capitale Teheran che mostrano gli effetti della repressione violenta delle proteste, che vanno avanti da circa due settimane. Alcuni sono stati girati nell’obitorio di Kahrizak, a sud della capitale, dove le autorità stanno radunando centinaia di cadaveri di persone uccise durante le manifestazioni e chiedendo alle famiglie di andare a identificare i loro cari e recuperare i corpi. I video mostrano decine di sacchi neri per cadaveri, ammassate in stanze o lasciate per terra nel cortile della struttura: le persone che cercano i loro familiari o i loro amici vanno in giro aprendo i sacchi per provare a identificare i cadaveri.

I video sono molto impressionanti: in questo articolo ne troverete alcuni che sono stati pixelati o sfocati prima di essere diffusi, anche per proteggere le persone riprese da possibili ritorsioni. Al momento i video sono le principali testimonianze della violenza con cui il regime iraniano sta reprimendo le proteste. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Human Rights Activists News Agency (HRANA), che ha sede all’estero e conferma i dati attraverso testimonianze e fonti locali, i morti fra i manifestanti sarebbero già oltre 500. È possibile che il numero reale sia più alto.

Secondo testimonianze raccolte dal quotidiano francese Le Monde (fra gli altri), negli ultimi giorni la situazione nell’obitorio di Kahrizak è peggiorata: si sono accumulati molti più cadaveri e c’è una folla di persone in cerca di notizie, tutte cose che rendono il luogo quasi inaccessibile. Le informazioni su quello che succede nelle altre città del paese sono ancora più parziali, ma ci sono testimonianze di situazioni simili in molti ospedali e obitori.

Nei video da Kahrizak si vedono persone piangere, gridare e singhiozzare quando trovano i corpi dei loro parenti o amici, e alcuni urlano «assassini». I corpi sono perlopiù in sacchi neri per i cadaveri, e vengono portati con furgoni: arrivano dai vari ospedali della capitale. Alcuni medici che sono riusciti a parlare con i media internazionali hanno detto che negli ospedali la situazione è caotica, con decine di morti e feriti, un gran numero di amputazioni e carenza di sangue per le trasfusioni.

Due fotogrammi da uno dei video dall’obitorio di Kahrizak di Teheran

Un video dell’obitorio mostra anche uno schermo in cui sono caricate e scorrono le foto delle persone uccise, per favorire i riconoscimenti: al momento della registrazione del video i file presenti erano 250. In un messaggio audio fatto arrivare a Le Monde, un uomo presente a Kahrizak ha detto che l’ingresso all’obitorio era aperto, non sembravano esserci particolari controlli e varie persone riprendevano la situazione con i telefoni.

Nonostante il blocco di internet, alcuni di questi video sono arrivati sui social media grazie a connessioni attraverso Starlink, il sistema satellitare dell’azienda di Elon Musk SpaceX, o perché chi li ha girati è poi uscito dal paese o è arrivato nelle zone di confine dove è possibile collegarsi a reti estere.

Due fotogrammi da uno dei video dall’obitorio di Kahrizak di Teheran

Anche la televisione di stato iraniana ha fatto un servizio dall’obitorio di Kahrizak, in cui ha raccontato la ricerca dei corpi da parte dei familiari. Nel servizio si dice che alcuni dei cadaveri «possono appartenere a terroristi», ma che la maggioranza è di persone comuni. La versione ufficiale del regime è che siano state «forze terroristiche» ispirate dall’estero, ossia da Stati Uniti e Israele, a uccidere centinaia di persone in questi giorni, e non le forze di sicurezza. I presunti “terroristi” avrebbero incendiato moschee, attaccato negozi e mercati. I cittadini di Teheran hanno ricevuto messaggi di testo in cui si invitavano i genitori a tenere in casa giovani e adolescenti vista «la presenza di gruppi terroristici e persone armate» nelle manifestazioni.

Vari media internazionali, fra cui la britannica BBC, hanno invece confermato la veridicità di video in cui si vedono le forze di sicurezza iraniane sparare sulla folla.

In generale il regime non sembra voler nascondere il gran numero di cadaveri presenti in varie città del paese, forse anche con l’obiettivo di intimorire e scoraggiare i manifestanti. Lunedì il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha definito la situazione «sotto controllo», mentre in alcune città sono state organizzate manifestazioni a favore del regime. Sono stati dichiarati tre giorni di lutto nazionale per commemorare 48 agenti di sicurezza che secondo il governo sono stati uccisi negli scontri.