In Iran centinaia di persone sono state uccise nelle proteste
Le grandi manifestazioni contro il regime continuano, anche se la repressione sta diventando sempre più brutale

Tra sabato e domenica in Iran i manifestanti contro il regime hanno protestato per la terza notte di fila, anche se il governo ha intensificato la repressione e si ritiene che le persone uccise secondo siano ormai 203. La fonte dei dati è l’agenzia di stampa iraniana Human Rights Activists News Agency (HRANA), che ha sede all’estero e conferma i dati attraverso testimonianze e fonti locali. Il numero potrebbe essere anche più alto.
Come nei giorni scorsi, internet in Iran è bloccato, e tutto quello che sappiamo delle proteste viene dai video e dalle informazioni che i manifestanti riescono a fare arrivare aggirando il blocco: i video mostrano che le proteste sono ancora molto partecipate, sia nella capitale Teheran (da cui viene il video qui sotto) sia in altre aree del paese. La repressione però è sempre più violenta. Sabato l’esercito iraniano ha detto di essere pronto ad agire contro i manifestanti, per «sventare i piani del nemico», mentre il capo della polizia ha confermato che le forze di sicurezza hanno aumentato il livello di confronto con quelli che lui ha definito «rivoltosi»
Le testimonianze che arrivano dal paese parlano di uccisioni indiscriminate di manifestanti, con le forze di sicurezza che sparano all’altezza delle persone e cecchini che mirano contro chi protesta. Il New York Times ha verificato l’autenticità di un video che mostra membri delle forze di sicurezza sparare contro i manifestanti a Zahedan, nell’est del paese.
Un altro video girato a Mashad mostra i manifestanti che cercano riparo in strada mentre le forze di sicurezza sparano contro di loro da un ponte pedonale. Le immagini dagli ospedali mostrano anche decine di corpi di manifestanti uccisi.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel frattempo è tornato a minacciare l’Iran in un post sul suo social media Truth: «L’Iran vuole la LIBERTÀ come forse mai prima d’ora. Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare». Secondo i media statunitensi in questi giorni i consiglieri militari di Trump gli avrebbero presentato delle opzioni su possibili obiettivi da bombardare in Iran. Non è ancora stata presa una decisione.
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