Per la prima volta la NASA ha deciso un rientro anticipato dalla Stazione Spaziale Internazionale

Un membro dell’equipaggio ha un problema medico, e fare diagnosi a circa 400 chilometri dalla Terra non è semplice

La Stazione Spaziale Internazionale in orbita intorno alla Terra (ESA)
La Stazione Spaziale Internazionale in orbita intorno alla Terra (ESA)
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La NASA ha deciso di anticipare il rientro di quattro astronauti dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) a causa di un problema medico che riguarda uno di loro. È la prima volta che succede in più di 25 anni di storia della ISS, la più grande base mai costruita in orbita intorno alla Terra.

Il rientro anticipato è in programma entro i prossimi due giorni e per motivi di privacy la NASA non ha comunicato il nome dell’astronauta interessato né il suo problema di salute. Attualmente sulla ISS ci sono sette astronauti e tre di loro rimarranno in orbita, in attesa dell’arrivo di un nuovo equipaggio di altre quattro persone.

Gli astronauti che torneranno in anticipo sono della missione Crew-11, lanciata verso la ISS il primo agosto del 2025 e che sarebbe dovuta rimanere a bordo fino al prossimo 20 febbraio. Ne fanno parte gli astronauti della NASA Zena Cardman (38 anni, alla sua prima missione spaziale) e Mike Fincke (58 anni, alla quarta esperienza spaziale), insieme al cosmonauta russo Oleg Platonov (39 anni) e all’astronauta giapponese Kimiya Yui (55 anni). Devono rientrare insieme perché in caso di un’ulteriore emergenza non ci sarebbero capsule da trasporto a sufficienza attraccate alla ISS per riportare indietro tutti gli occupanti della Stazione.

I membri di Crew-11, da sinistra: Oleg Platonov, Mike Fincke, Zena Cardman e Kimiya Yui (SpaceX)

La decisione di anticipare il rientro è stata presa da Jared Isaacman, che ha assunto il ruolo di amministratore della NASA a metà dicembre dopo una lunga fase di stallo dovuta alle indecisioni da parte del governo di Donald Trump su chi dovesse dirigere l’agenzia. Isaacman è un miliardario ed è stato due volte nello Spazio. Durante una conferenza stampa ha ricordato che: «Per oltre 60 anni, la NASA ha dettato lo standard per la sicurezza dei voli spaziali con equipaggio. In queste attività, compresa la presenza continua di umani sulla Stazione Spaziale Internazionale per 25 anni consecutivi, la salute e il benessere dei nostri astronauti sono sempre stati la nostra priorità».

Questa settimana Carman e Fincke avrebbero dovuto condurre una “passeggiata spaziale” (attività extraveicolare) per alcune attività di manutenzione intorno alla ISS, ma era stata cancellata dopo che mercoledì 7 gennaio Yui si era messo in contatto con i responsabili della missione chiedendo un consulto privato con un medico per un membro dell’equipaggio. La NASA aveva interrotto i canali audio e video pubblici, in modo da tutelare la privacy degli astronauti durante la consultazione con il personale medico. Dopo una giornata di valutazioni è stato deciso il rientro anticipato.

JD Polk, responsabile medico della NASA, ha detto che l’astronauta è in condizioni stabili e che non c’è un’urgenza medica propriamente detta. Le possibilità di fare diagnosi complete sulla ISS sono però limitate e c’è quindi un «rischio persistente» per l’astronauta, tale da giustificare un rientro anticipato per precauzione e per proseguire gli accertamenti medici. Prima di raggiungere la Stazione, gli astronauti ricevono una formazione medica e hanno a disposizione a bordo diverse strumentazioni come defibrillatori, ecografi e kit per gli accessi venosi. Le emergenze mediche possono essere quindi gestite, ma per altri problemi di salute più difficili da diagnosticare le strumentazioni sulla ISS possono non essere sufficienti.

L’astronauta dell’Agenzia spaziale europea Thomas Pesquet mostra alcune delle dotazioni mediche sulla ISS nel corso della sua missione nel 2016 (NASA)

Nelle prossime ore l’equipaggio della missione Crew-11 preparerà la capsula Crew Dragon di SpaceX per il ritorno sulla Terra, che avverrà nell’oceano Pacifico al largo della California. I tre astronauti che resteranno sulla ISS dovranno probabilmente sospendere alcuni esperimenti e attività di ricerca, concentrandosi sulla manutenzione della Stazione in attesa dell’arrivo dell’equipaggio di Crew-12. La nuova missione è in programma per il 12 febbraio, ma la NASA sta valutando la possibilità di anticiparla di qualche settimana, così da riportare la ISS alla normale occupazione da parte di sette persone.

In più di 25 anni di esistenza della Stazione Spaziale Internazionale non era mai successo che venisse organizzato un rientro anticipato di un equipaggio. Quando la ISS era stata costruita si prevedeva che un rientro per motivi medici sarebbe avvenuto in media ogni tre anni. Nel corso del tempo la NASA e le altre agenzie spaziali hanno migliorato strumentazioni e protocolli per dare assistenza medica direttamente in orbita. La ISS è del resto principalmente un laboratorio per sperimentare la capacità di astronauti e astronaute di vivere per lungo tempo in orbita, in vista di missioni più impegnative di lunga durata verso la Luna e nei piani più ottimistici verso Marte.