Sappiamo qualcosa in più dei due scheletri trovati mesi fa a Roma

Appartengono a due giovani, un uomo e una donna, che non sono morti una trentina d'anni fa come si ipotizzava inizialmente

Agenti di polizia della divisione scientifica (ANSA/Andrea Fasani)
Agenti di polizia della divisione scientifica (ANSA/Andrea Fasani)
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Sui due scheletri trovati nel maggio del 2025 in una grotta nella zona della Cecchignola, a sud di Roma, sono stati svolti nuovi esami dei medici legali che hanno contraddetto le ipotesi iniziali sul ritrovamento e fatto nuove scoperte, anche se la storia rimane ancora piuttosto misteriosa. Gli scheletri appartengono a un uomo e una donna che sarebbero morti nel 2020, e non una trentina di anni fa come era stato raccontato a maggio. Lei aveva tra i 19 e i 24 anni, lui tra i 30 e i 35. La procura di Roma sta cercando di capire se siano morti nella grotta o se siano stati uccisi e poi portati lì. L’uomo ha una ferita al cranio, mentre dallo scheletro della donna non risultano traumi evidenti.

Gli scheletri erano stati trovati da due speleologi di Milano in vacanza a Roma, durante l’esplorazione di una grotta non molto distante dalla fermata Laurentina della metro B. Come ha raccontato l’edizione locale di Repubblica, i due si stavano calando in un cunicolo nascosto tra la vegetazione, tra via dei Corazzieri e via di Vigna Murata, con imbracature e caschetti con le luci. Dopo pochi metri si erano imbattuti negli scheletri, trovati «rannicchiati» uno accanto all’altro. Le indagini erano iniziate dopo la loro segnalazione.

Per identificare i corpi, il ministero dell’Interno ha stilato un elenco di circa 300 persone scomparse negli ultimi anni e i cui dati, insieme alle circostanze della sparizione, potrebbero essere confrontati con quelli dei due scheletri. Un’altra delle ipotesi nata attorno al ritrovamento era che gli scheletri appartenessero a Emanuela Orlandi o Mirella Gregori, due adolescenti scomparse a Roma nel 1983 a un mese di distanza l’una dall’altra e mai più trovate.

Soprattutto il caso di Orlandi, quindicenne figlia di un funzionario del Vaticano, è uno dei più famosi e discussi casi di cronaca nera italiana: non è mai stato risolto davvero e ha alimentato negli anni speculazioni e ipotesi spesso senza fondamento. Quando a Roma vengono trovati resti umani non identificati si pensa spesso che possano appartenere a Orlandi: per citare solo i casi più recenti, è successo a settembre per alcune ossa trovate in un vano ascensore dell’ospedale San Camillo e poi a novembre durante alcuni scavi alla Casa del Jazz, per la ricerca dei resti del giudice Paolo Adinolfi.