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  • Mercoledì 7 gennaio 2026

Gli agenti anti-immigrazione hanno ucciso una persona a Minneapolis

Per legittima difesa, dicono, ma la loro versione sembra essere stata smentita da alcuni video

L'auto della donna uccisa nella sparatoria, Minneapolis, 7 gennaio 2026 (Ben Hovland/Minnesota Public Radio via AP)
L'auto della donna uccisa nella sparatoria, Minneapolis, 7 gennaio 2026 (Ben Hovland/Minnesota Public Radio via AP)
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Un agente dell’ICE, l’agenzia federale che negli Stati Uniti si occupa del controllo delle frontiere e dell’immigrazione, ha sparato contro una donna a Minneapolis, in Minnesota, uccidendola: si chiamava Renee Nicole Good e aveva 37 anni. L’ICE ha successivamente dichiarato che l’agente aveva agito per legittima difesa spiegando che la donna, che stava guidando un’auto, aveva tentato di investire gli agenti che stavano conducendo un’operazione «mirata». Alcuni video pubblicati successivamente a queste dichiarazioni, così come i resoconti dei testimoni, sembrano però contraddire la versione dell’ICE, confermata nel frattempo anche dalla segretaria alla Sicurezza nazionale Kristi Noem.

L’uccisione è avvenuta in mattinata a Powderhorn, quartiere residenziale nel sud di Minneapolis vicino a dove, nel 2020, un poliziotto bianco uccise George Floyd durante un arresto. In città erano presenti da ieri circa 2mila agenti dell’ICE, che è diventata il principale strumento delle politiche anti-immigrati del presidente Donald Trump, e uno dei corpi di polizia più temuti e discussi del paese.

Successivamente alla sparatoria, durante una conferenza stampa, Tricia McLaughlin, portavoce del dipartimento per la Sicurezza interna, ha dichiarato che gli agenti dell’ICE stavano «conducendo delle operazioni mirate» quando dei «rivoltosi» hanno bloccato loro la strada. Una di loro avrebbe poi tentato di investire gli agenti «nel tentativo di ucciderli» usando «la sua auto come un’arma». A quel punto un agente che «temeva per la propria vita» ha sparato per difesa, per salvare se stesso e i suoi colleghi, uccidendo la donna.

Questa versione è stata confermata anche dalla segretaria alla Sicurezza nazionale Kristi Noem che ha descritto quanto accaduto come un «atto di terrorismo interno» compiuto contro gli agenti dell’ICE da una donna che aveva cercato di investirli e travolgerli con il suo veicolo: «Un nostro agente» ha detto Noem, «ha agito rapidamente e per difesa».

Tuttavia, subito dopo l’accaduto, alcuni testimoni hanno raccontato a una televisione locale la loro versione che smentiva quanto dichiarato ufficialmente. Hanno parlato di una donna a bordo della sua auto rossa che era stata affiancata da alcuni agenti dell’ICE, uno dei quali aveva cominciato a sparare all’improvviso e per tre volte contro il finestrino. Alcuni testimoni hanno poi riferito che un medico si trovava sul posto, ma che quando ha cercato di intervenire per soccorrere la donna gli agenti dell’ICE gliel’hanno impedito. L’ambulanza è arrivata circa 15 minuti dopo la sparatoria ma, sempre secondo i testimoni, è stata bloccata dai veicoli dell’ICE che avevano occupato la strada. Il corpo della donna sarebbe stato trasportato dagli agenti fino alla fine della strada e solo a quel punto caricato sull’ambulanza.

Nel frattempo hanno cominciato a circolare sui social alcuni video che sembrano confermare quanto riferito dai testimoni e contraddire dunque la versione basata sulla legittima difesa. Mostrano anche i momenti subito precedenti e successivi all’uccisione. Si vede un’auto, una Honda Pilot, ferma su Portland Avenue: l’auto avanza molto lentamente, poi si ferma e la donna alla guida fa cenno dal finestrino abbassato alle altre auto in avvicinamento di superarla e proseguire. Quando si avvicina l’auto con i lampeggianti dell’ICE la donna fa di nuovo un cenno, ma l’auto con i lampeggianti si ferma e scendono gli agenti: due di loro si avvicinano all’Honda intimando alla donna di scendere «dalla sua fottuta auto», uno di loro cerca di aprire la sua portiera e allunga la mano attraverso il finestrino.

Un terzo agente si mette invece davanti alla Honda, mentre la donna inizia a fare lentamente retromarcia, voltandosi per allontanarsi. Subito dopo la breve retromarcia la Honda inizia ad avanzare, sempre di poco e sempre lentamente. A quel punto l’agente davanti al veicolo, in piedi vicino al faro lato guida, estrae una pistola e la punta verso la conducente. La Honda avanza, svoltando a destra e l’agente con la pistola spara e continua a sparare mentre il veicolo gli passa accanto. La Honda a quel punto accelera fino a scontrarsi con altre auto parcheggiate poco lontano.

L’ufficio della senatrice Tina Smith ha detto che Renee Nicole Good era la moglie di un leader del movimento a difesa dei migranti. La deputata democratica Ilhan Omar l’ha invece descritta come «un’osservatrice legale» delle operazioni dell’ICE a Minneapolis.

Dopo la diffusione del video il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha dichiarato che l’agente dell’ICE che ha sparato ha agito in modo sconsiderato e ha respinto tutte le dichiarazioni secondo cui avrebbe agito per legittima difesa: «È stata l’azione di un agente che ha usato il proprio potere in modo sconsiderato, con il risultato che una persona è morta, è stata uccisa». Il sindaco ha anche criticato la presenza dell’ICE in città dicendo che quegli agenti «non sono qui per garantire la sicurezza», che quello che stanno facendo «non serve a proteggere l’America», che stanno anzi «seminando il caos nelle strade» e che stanno «in questo caso, letteralmente uccidendo delle persone». Frey ha poi detto di aver visto il video della sparatoria e che il voler far passare quell’azione per legittima difesa «è una stronzata».

Su Truth anche il presidente Donald Trump ha detto di aver visto uno dei video che stanno circolando, precisando che «è orribile da guardare» e che l’agente dell’ICE ha sparato per autodifesa. Trump ha anche scritto che la donna che ha assistito alla sparatoria e che nei video si sente gridare contro gli agenti è «un’agitatrice professionista», mentre la donna alla guida dell’auto non solo ha opposto resistenza, ma ha «violentemente, volontariamente e brutalmente investito l’agente dell’ICE».

Sul luogo della sparatoria sono nel frattempo arrivate centinaia di persone che stanno protestando contro gli agenti dell’ICE gridando loro di andarsene. L’invito a lasciare la città è stato rivolto agli agenti dell’ICE anche da diversi politici Democratici dello stato. Il governatore del Minnesota Tim Walz ha chiesto alla popolazione di mantenere la calma.

Persone radunate sul luogo della sparatoria, Minneapolis, 7 gennaio 2026 (AP Photo/Tom Baker)

Il capo della polizia locale Brian O’Hara ha detto che la sparatoria è già al centro di un’indagine in cui è coinvolta anche l’FBI e il governatore Walz ha promesso «un’indagine completa, equa e rapida».