La Cambogia ha arrestato e estradato in Cina Chen Zhi, imprenditore accusato di gestire un gigantesco business di truffe online

Chen Zhi (dal sito del Prince Group)
Chen Zhi (dal sito del Prince Group)

La Cambogia ha fatto sapere di aver estradato in Cina Chen Zhi, imprenditore arrestato il 6 gennaio e accusato di gestire un gigantesco business di truffe online. Chen Zhi ha 38 anni, è nato in Cina, ma nel 2014 aveva ottenuto la cittadinanza cambogiana, che il mese scorso gli era stata però revocata. È indagato in diversi paesi – tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Taiwan, Thailandia e Singapore – per vari reati tra cui riciclaggio di denaro, truffe online, estorsione, traffico di esseri umani e gestione di frodi su scala industriale.

Lo scorso 14 ottobre, Stati Uniti e Regno Unito avevano sequestrato all’imprenditore e a una rete di persone e società a lui collegate beni per miliardi di dollari, per la maggior parte in bitcoin, ma anche proprietà di lusso e conti bancari. Insieme a Chen Zhi sono state arrestate e poi espulse anche altre due persone, Xu Ji Liang e Shao Ji Hui, entrambi cittadini cinesi.

Secondo le indagini le truffe contestate a Chen Zhi e alla sua rete venivano compiute soprattutto nelle cosiddette “scam cities”, o “città della truffa”, grossi capannoni sorti negli ultimi anni principalmente nei paesi del sudest asiatico (ma non solo), dove le persone lavorano in condizioni disumane e spesso sono sottoposte a minacce e torture. Le scam cities attirano persone originarie di paesi che offrono poche opportunità lavorative con la promessa di impieghi redditizi, che in realtà non esistono. Una volta sul posto i lavoratori vengono sequestrati e costretti a compiere ogni genere di frode online: truffe affettive, falsi investimenti, furti di criptovalute e scommesse illegali.

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