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  • Mercoledì 7 gennaio 2026

L’aeroporto di Amsterdam non era pronto alla neve

Non ne è scesa molta ma non c'erano i mezzi per gestirla, e questo ha provocato l'accumulo di enormi ritardi

L'aeroporto di Schiphol il 2 gennaio 2026 (EPA/KOEN VAN WEEL)
L'aeroporto di Schiphol il 2 gennaio 2026 (EPA/KOEN VAN WEEL)
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Nei Paesi Bassi le nevicate e le gelate di questi giorni hanno messo in grave difficoltà l’aeroporto di Schiphol ad Amsterdam, uno dei più trafficati d’Europa. Da venerdì sono state cancellate o ritardate centinaia di voli, con migliaia di passeggeri bloccati senza comunicazioni e code molto lunghe ai banchi informazioni delle compagnie. Mercoledì la situazione non sta migliorando: più del 60 per cento dei voli in entrata e in uscita è stato cancellato. Questi problemi non sono dovuti però a condizioni meteo straordinarie.

In questi giorni sul paese sono caduti fino a un massimo di 10 centimetri di neve: la quantità non è ragguardevole di per sé, ma per varie ragioni ha avuto un impatto esagerato. Sebbene il maltempo abbia colpito anche paesi limitrofi, le cancellazioni nei paesi scandinavi oppure in Belgio, Germania e Regno Unito sono state nulle o limitate. Al contrario gli aeroporti nederlandesi non sono attrezzati a sufficienza per le operazioni di rimozione del ghiaccio. In particolare l’aeroporto di Schiphol sta avendo problemi a rifornirsi di liquido antighiaccio e non ha macchinari a sufficienza per preparare aerei e piste al volo in queste condizioni meteo.

Per far volare un aereo passeggeri in condizioni di ghiaccio e neve servono vari passaggi: bisogna anzitutto usare dei mezzi spazzaneve per sgomberare le piste, e poi spruzzarci sopra del liquido antighiaccio per evitare che le piste diventino scivolose (non si usa il sale per evitare di danneggiare gli aerei). Per preparare la pista al decollo di un aereo ci vogliono circa 20 minuti. Inoltre, ogni singolo aereo deve essere spruzzato con un liquido antigelo, una miscela di acqua calda e glicolide che serve a evitare che si righiacci immediatamente. Tutte queste operazioni richiedono del tempo e a Schiphol, dove passano in media 1.300 voli al giorno, la carenza di mezzi e personale sufficiente sta causando gli accumuli di ritardi.

La compagnia di bandiera KLM, che è l’operatore principale dell’aeroporto di Amsterdam e quindi anche il principale responsabile della preparazione dei voli, possiede in tutto 25 camion antighiaccio: è un numero insufficiente per le necessità dell’aeroporto.

Un portavoce ha detto inoltre che le scorte di liquido antigelo si stanno esaurendo e che ci sono dei problemi con i nuovi rifornimenti dalla Germania: oltre al fatto che le nevicate hanno colpito più paesi e quindi è aumentata la richiesta, nei Paesi Bassi si aggiunge il problema che le condizioni meteo hanno praticamente paralizzato il traffico, anche su strada e ferrovia. Mercoledì la compagnia ha fatto sapere di aver ricevuto un primo rifornimento e di essere in attesa dei prossimi.

La pulizia delle piste all’aeroporto di Schipol, 5 gennaio (EPA/KOEN VAN WEEL/ansa)

Joris Melkert, esperto dell’Università Tecnologica di Delft intervistato da NOS, la televisione pubblica nederlandese, sostiene che questa carenza di mezzi potrebbe essere un calcolo consapevole, per tenere bassi i costi.

Per le compagnie aeree (che a Schiphol gestiscono le operazioni di preparazione dei voli, quindi anche quelle antighiaccio) sarebbe uno spreco investire in queste risorse visto che nei Paesi Bassi la neve è abbastanza rara. «Se si acquistano più macchinari di questo tipo, che oltretutto necessitano di manutenzione nel corso di tutto l’anno, i costi di utilizzo aumenteranno – e i biglietti aerei sono già costosi». La sua conclusione, quindi, è che le aziende decidono che non ne vale la pena. Il quotidiano Het Parool ha stimato che soltanto sghiacciare un aereo di grandi dimensioni, come un Airbus A330, può arrivare a costare 8mila euro.

Al tempo stesso però le compagnie devono considerare i costi di giorni di ritardi accumulati: anche se i voli sono stati cancellati per causa di forza maggiore, e quindi non è obbligatorio un rimborso del biglietto ai passeggeri, devono trovare loro un biglietto alternativo e questo implica dei costi. Inoltre i disagi di questi giorni stanno sovraccaricando il servizio clienti: «Semplicemente non ce la facciamo in questo momento», ha dichiarato la portavoce di KLM, Elvira van der Vis.

L’aeroporto di Schiphol ha invitato le persone in fila da ore ai banchi informazioni di KLM a tornare a casa per non intasare l’aeroporto: per il momento la soluzione offerta dalla compagnia aerea è di trovare un albergo e monitorare l’applicazione per novità sui voli.

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