Anche per avere il 4G i palestinesi della Cisgiordania sono dovuti passare da Israele

Una persona al telefono a Qusra, in Cisgiordania, in una foto del 2023
Una persona al telefono a Qusra, in Cisgiordania, in una foto del 2023 (AP Photo/Mahmoud Illean)

Il governo di Israele ha approvato il passaggio dalla tecnologia 3G a quella 4G per la connessione dati sulle reti cellulari degli operatori telefonici palestinesi in Cisgiordania, un territorio che Israele occupa illegalmente attraverso la costruzione di colonie. Questo sviluppo, per quanto possa sembrare piccolo, è emblematico del controllo di Israele sul territorio e sulla popolazione che lo abita. Le autorità israeliane limitano la libertà di movimento delle persone palestinesi con checkpoint e strade interdette a loro, che allungano di molto i tempi degli spostamenti. Israele danneggia artificialmente l’economia della Cisgiordania e, dopo l’inizio della guerra a Gaza, ha vietato l’ingresso ai circa 100mila lavoratori palestinesi.

Il passaggio dal 3G al 4G va visto in questo contesto: gli operatori israeliani, con cui competono quelli palestinesi, offrono connessioni più veloci, inclusa quella 5G. Il passaggio era previsto da un accordo del 2022 tra Israele e l’Autorità Nazionale Palestinese (l’entità parastatale che governa in modo semi-autonomo alcune zone della Cisgiordania), ma secondo i media israeliani era stato rinviato per via della guerra a Gaza, dove invece l’unica connessione possibile è quella 2G, assai più lenta. Per il passaggio ci vorranno sei mesi, durante i quali la società svedese Ericsson fornirà le antenne per il 4G che saranno poi usate dagli operatori Jawwal e Ooredoo.

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