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  • Lunedì 5 gennaio 2026

Le nuove banconote siriane, senza gli Assad

Non ci sono più i ritratti di Bashar e di suo padre Hafez, e hanno anche due zeri in meno

Un ragazzo con la nuova banconota da 50 lire siriane, il 3 gennaio 2026 a Damasco (AP/Ghaith Alsayed)
Un ragazzo con la nuova banconota da 50 lire siriane, il 3 gennaio 2026 a Damasco (AP/Ghaith Alsayed)
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Dal 1° gennaio in Siria sono entrate in circolazione banconote nuove, le prime emesse dalla fine della dittatura di Bashar al Assad, a dicembre del 2024. Sono notevoli per due motivi, uno simbolico e uno più pratico: il primo è che nelle nuove banconote non ci saranno più i ritratti di Bashar e di suo padre Hafez. Il secondo riguarda il taglio, cioè il valore di ogni singola banconota: sono stati rimossi due zeri.

La famiglia Assad governò la Siria in modo autoritario e brutale per più di cinquant’anni. Nel 1971 divenne presidente Hafez al Assad e dopo la sua morte, nel 2000, Bashar. Gli Assad promuovevano il culto della loro personalità: i loro ritratti si vedevano un po’ dappertutto, anche sui soldi. In alcune banconote siriane da 1000 lire, e nelle banconote da 2mila lire emesse nel 2017, erano ritratti rispettivamente Hafez e Bashar. Nelle nuove banconote non ci sono più.

Il fronte della banconota da 2mila lire emessa nel 2017 (Banca Centrale della Siria)

Il fronte della banconota da 2mila lire emessa nel 2017 (Banca Centrale della Siria)

Le nuove banconote siriane hanno anche un design scarno: sul retro di tutte è raffigurata la Banca Centrale siriana (cioè l’istituzione che le ha emesse); sul fronte ci sono elementi naturali come olive, arance o rose. Non ci sono né edifici storici né simboli politici.

È una scelta politica. La caduta di Assad ha messo fine a 13 anni di guerra civile, ma la Siria è un paese ancora fragile ed eterogeneo: la maggioranza della popolazione è musulmana e sunnita, ma ci sono molte minoranze che temono che il nuovo governo, guidato dal presidente Ahmad al Sharaa, non rispetterà i loro diritti. Negli ultimi mesi ci sono stati massacri e violenze tra i vari gruppi etnici e religiosi. Usare solo immagini della natura è quindi un modo per evitare di raffigurare edifici, o persone, appartenenti a un solo gruppo e potenzialmente divisivi.

– Leggi anche: Il primo processo per il massacro degli alawiti in Siria

Le nuove banconote siriane in una foto postata su X dal governatore della Banca Centrale della Siria, Mokhles Nazer. È possibile vedere immagini più grandi e dettagliate di ogni banconota sul sito della Banca Centrale.

L’altro motivo per cui le nuove banconote sono interessanti è tecnico: il governo ha deciso di cambiare il valore di ogni nuova banconota, eliminando due zeri (un processo che viene chiamato ridenominazione). Per capirsi, la banconota da 1000 lire adesso ne vale 10, quella da 5000 ne vale 50, e così via, fino a quella di maggiore taglio, che adesso vale 500 lire.

È una scelta che dice parecchio sulle condizioni difficili dell’economia in Siria. Dal 2011 al dicembre 2024, durante la guerra civile, il valore della lira siriana è crollato. Per comprare gli stessi prodotti di prima, cioè, servono molti più soldi: secondo stime delle Nazioni Unite, nel 2010 la somma minima che serviva a una famiglia di cinque persone per il sostentamento era di 10mila lire al mese. Nel 2024 era di 2,7 milioni di lire.

Negli ultimi anni, proprio per via di questo aumento enorme dei prezzi, era molto comune che in Siria le persone dovessero girare con una grande quantità di banconote, in alcuni casi portandosi dietro sacchi pieni di lire anche solo per sostenere le spese quotidiane. La ridenominazione delle banconote non ha effetti reali sull’inflazione o sul potere d’acquisto delle persone, ma dovrebbe semplificare un po’ la vita delle persone, permettendo di usare meno banconote.

Le vecchie banconote resteranno in circolazione insieme alle nuove per un periodo di 90 giorni, che potrà essere esteso in caso di necessità. Poi rimarranno in circolazione solo quelle nuove. Non è chiarissimo chi le abbia stampate materialmente. In passato la Siria aveva affidato la stampa delle banconote alla Russia, più precisamente all’azienda pubblica Goznak. Ad agosto alcuni direttori di banche commerciali e un funzionario siriano che si è occupato della questione avevano detto a Reuters che le banconote sarebbero state stampate in Russia, ma le autorità siriane non hanno confermato.