Per le ferrovie italiane sarà un nuovo anno di cantieri e disagi

Ne sono previsti oltre 1.300, che causeranno cancellazioni e interruzioni in molte regioni

Un operaio al lavoro sui binari (Claudio Furlan/LaPresse)
Un operaio al lavoro sui binari (Claudio Furlan/LaPresse)
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Sulle reti ferroviarie italiane il 2025 è stato un anno di grandi lavori, soppressioni e disagi, ma il 2026 non sarà da meno: nei prossimi mesi infatti sui binari ci sarà un notevole affollamento di operai e macchinari per la conclusione di molti cantieri.

Il PNRR, il piano di riforme e investimenti finanziato con fondi europei, impone alle aziende di finire i lavori e di collaudare le opere entro il 30 giugno del 2026, altrimenti l’Italia dovrà restituire i soldi concessi. In molti casi il tempo è poco: si dovrà andare di corsa, col rischio di intoppi e soprattutto conseguenze per la circolazione.

Il gruppo Ferrovie dello Stato ha stimato che nel 2026 sui binari ci saranno oltre 1.300 cantieri, piccoli e grandi, molti dei quali già aperti negli anni scorsi. I più importanti sono lo scavo delle gallerie del Terzo Valico e del cosiddetto nodo di Genova, l’alta velocità tra Napoli e Bari, il tunnel di base del Brennero in Alto Adige, la linea Palermo-Catania-Messina in Sicilia e l’alta velocità in alcuni tratti della Salerno-Reggio Calabria.

Ma questi sono cantieri imponenti e in corso da anni, con un impatto relativo sulla popolazione perché spesso si tratta di progetti completamente nuovi che hanno poche ripercussioni.

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I lavori che incidono di più sulla circolazione sono quelli di ammodernamento delle linee, come il raddoppio dei binari, l’elettrificazione delle reti, l’eliminazione dei vecchi passaggi a livello, l’installazione di nuovi sistemi di sicurezza. Ferrovie dello Stato sta investendo circa 10 miliardi di euro all’anno in questi progetti, affidati per la maggior parte a RFI, la sua società che gestisce le infrastrutture ferroviarie.

Tra i primi cantieri programmati dell’anno ce n’è uno da 12 milioni di euro sulla Genova-La Spezia, per il miglioramento delle linee di Genova e la sostituzione degli scambi alla stazione della Spezia. Fino al 28 febbraio sono previsti cambi di orari, ritardi rispetto ai tempi di percorrenza abituali e diverse soppressioni. I lavori costringeranno RFI a chiudere tutta la linea, ma solo in alcuni giorni e solo di notte.

Un altro cantiere importante riguarda l’area di Firenze, dove verrà sostituito il sovrappasso stradale Ponte al Pino: la circolazione tra le stazioni Firenze Rifredi e Firenze Campo di Marte sarà sospesa per un giorno intero, dalle 15 di sabato 24 gennaio alle 15 di domenica 25 gennaio. Ci saranno disagi soprattutto per i treni ad alta velocità, ma anche per intercity e regionali: Ferrovie dello Stato assicura di mantenere almeno un treno all’ora in ingresso e in uscita da Firenze.

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Anche in Lombardia sono in programma molti lavori. Fino al 6 gennaio nella zona a nord di Milano sarà sospesa la circolazione tra Rho e Gallarate per la costruzione del quarto binario. Dal 12 gennaio e per tre settimane non ci saranno treni da Gallarate verso Laveno Mombello, in provincia di Varese. Tra giugno e luglio sono previsti 43 giorni di interruzione della linea che collega Domodossola ad Arona, in Piemonte. A Milano invece ad agosto sarà di nuovo chiuso il passante ferroviario. In provincia di Bergamo continua a essere chiusa la tratta tra la città e Ponte San Pietro per il raddoppio del binario, con conseguenze sui collegamenti tra Bergamo e Milano.

Su molte altre linee ci saranno limitazioni per consentire l’installazione del sistema l’ERTMS (European Rail Traffic Management System), una tecnologia che permette di far viaggiare i treni più vicini tra loro e quindi di gestire meglio il traffico. Una delle tratte più importanti su cui verrà installato è la linea tirrenica, la Genova-Pisa-Roma, tra Sarzana e Forte dei Marmi e tra Grosseto e Capalbio.

Anche le associazioni che rappresentano le aziende della logistica sono preoccupate in vista dei prossimi mesi, dopo due anni di pesanti limitazioni alla circolazione dei treni merci dovute proprio ai cantieri. Secondo Fermerci, che rappresenta la maggior parte delle imprese ferroviarie pubbliche e private, dal 2024 le interruzioni hanno causato una riduzione del 60 per cento della capacità ferroviaria del trasporto merci italiano.

A dicembre l’associazione ha proposto a Ferrovie dello Stato di aprire ai treni merci alcuni orari riservati al traffico passeggeri per garantire la continuità del servizio di trasporto merci sulle principali direttrici. Difficilmente sarà concessa questa possibilità perché le linee sono già sature: far circolare anche i treni merci in orari dedicati al trasporto passeggeri aumenta il rischio di interruzioni, con conseguenti ritardi e cancellazioni.

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