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  • Sabato 3 gennaio 2026

La Grecia ha fatto fuori i suoi studenti fuori corso

Ne ha rimossi dagli elenchi delle università pubbliche oltre trecentomila, iscritti prima del 2017: circa la metà del totale

La statua di Platone in primo piano, all’esterno dell’Accademia di Atene
La statua di Platone all’esterno dell’Accademia di Atene, il più importante istituto greco di ricerca (Milos Bicanski/Getty Images)
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Venerdì il ministero dell’Istruzione in Grecia ha annunciato che oltre trecentomila studenti fuori corso sono stati esclusi dagli elenchi delle università del paese. La decisione, parte di una riforma discussa già da mesi, riguarda i fuoricorso delle università pubbliche che si erano iscritti ai corsi di laurea quadriennali di primo livello prima del 2017. Altri circa 35mila studenti invece sono riusciti a rinnovare la propria iscrizione.

La misura è stata introdotta per impedire la politica del cosiddetto apprendimento permanente, una pratica diffusa nel paese da molti anni, ma da poco vietata anche attraverso una legge specifica. Grazie a un programma di studi specifico gli studenti potevano mantenere un’iscrizione prolungata ai corsi di laurea, anche in caso di lunghe interruzioni degli studi per lavoro. Per effetto dell’esclusione dei fuoricorso, l’intera popolazione studentesca greca si è ora quasi dimezzata: nel 2024 gli studenti attivi erano infatti circa 350mila, distribuiti in 25 università.

Nelle intenzioni del governo l’aggiornamento degli elenchi degli studenti universitari, mantenendo soltanto quelli attivi, permetterà alle università di pianificare i programmi di studio e gli investimenti con più precisione. «Questo è un prerequisito per migliorare la qualità accademica, le attività quotidiane e i criteri utilizzati per valutare le università greche nelle classifiche internazionali», ha detto il vice ministro dell’Istruzione Nikos Papaioannou.

«Lo status di studente non è valido per tutta la vita in nessuna moderna università europea», ha commentato la ministra dell’Istruzione Sofia Zacharaki, del partito di maggioranza Nuova Democrazia, di centrodestra. E ha aggiunto: «vogliamo titoli di studio di valore, che riflettano impegno, competenze e passione». Secondo gli oppositori della riforma, perlopiù interni al mondo accademico, l’azione del governo rischia di escludere studenti in condizioni di svantaggio economico e sociale, le cui possibilità di studiare dipendono anche dalla flessibilità delle opportunità che vengono loro offerte.

I corsi di laurea di primo livello nelle università pubbliche in Grecia sono normalmente finanziati dal governo e i cittadini dell’Unione Europea non pagano una retta. Fino a poco tempo fa soltanto le università pubbliche offrivano titoli di studio riconosciuti dallo Stato, ma ultimamente si stanno affermando anche alcune università private riconosciute.