Probabilmente l’incendio a Crans-Montana è stato causato dalle candele pirotecniche
Lo ha detto la procuratrice generale che sta guidando le indagini: secondo la polizia svizzera i feriti sono 119, di cui 11 italiani

La procuratrice generale del canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha confermato che l’incendio che la notte di Capodanno ha causato 40 morti e 119 feriti in un locale a Crans-Montana, in Svizzera, molto probabilmente è stato innescato dalle candele pirotecniche attaccate alle bottiglie di champagne. Nei video della serata, circolati online in queste ore, si vede che le scintille prodotte dalle candele erano molto vicine al soffitto ricoperto da pannelli di spugna fonoassorbenti.
Al momento sono in corso le attività per identificare le persone morte, ma la procedura è complessa a causa delle conseguenze del fuoco. Il comandante della polizia cantonale, Frédéric Gisler, ha detto invece che si conosce la nazionalità di 113 delle 119 ferite. Tra queste ci sono 71 persone svizzere, 14 francesi, 11 italiane e 4 serbe. La Federazione Italiana Golf ha scritto che tra le persone morte c’è Emanuele Galeppini, un ragazzo di 17 anni di Genova. L’unità di crisi della Farnesina (il ministero degli Esteri) non ha però confermato la sua morte al Post, e dice che sta aspettando i risultati del test del DNA.
Di altre sei persone italiane invece non si hanno notizie. Diversi giornali hanno pubblicato i loro nomi, che anche in questo caso l’unità di crisi non ha confermato per motivi di riservatezza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che venerdì è andato a Crans-Montana, ha detto che l’identità delle persone morte sarà resa nota dalle autorità svizzere, e che ci vorrà tempo.

Agenti di polizia e vigili del fuoco davanti al locale, 2 gennaio 2026 (AP Photo/ Antonio Calanni)
L’incendio si è sviluppato all’1:30 della notte di Capodanno nel seminterrato del locale Le Constellation, dove moltissime ragazze e ragazzi stavano festeggiando il Capodanno: finora non si è riusciti a ricostruire quanti. Nel giro di poco tempo si è esteso a tutto il locale e le persone sono rimaste bloccate sulla scala per salire al piano terra. Al momento l’indagine punta a verificare se l’incendio possa essere stato causato da qualche forma di negligenza: in quel caso, verranno valutate anche le eventuali responsabilità penali.
Chi indaga si sta concentrando sui materiali di costruzione del locale, ma anche sulle misure di sicurezza, sulle uscite di emergenza e sulla capienza massima. Pilloud, la procuratrice del canton Vallese, ha detto che i due gestori del bar sono stati interrogati. Il proprietario, Jacques Moretti, ha detto al quotidiano svizzero Tribune de Genève che in dieci anni la struttura era stata controllata tre volte, e che tutto era «stato fatto a norma».

Due persone portano fiori e accendono candele di fronte al Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, 2 gennaio 2026 (AP Photo/ Antonio Calanni)
Il presidente del Consiglio di Stato del canton Vallese (l’organo di governo del cantone) Mathias Reynard ha fatto sapere che è in corso il trasferimento di 50 persone ferite in modo grave in ospedali di altri paesi vicini alla Svizzera, tra cui l’Italia. Gli italiani feriti sono ricoverati sia negli ospedali svizzeri che all’ospedale Niguarda di Milano, specializzato nel trattamento delle ustioni gravi.
L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha detto che tre persone (due ragazzi di 14 e 15 anni, e una donna di 29 anni) sono ricoverate al Niguarda e che entro stasera sarà completato il trasferimento di altre quattro nell’ospedale milanese. Tra questi ci sono tre ragazzi tra i 14 e i 15 anni, due dei quali si trovavano all’ospedale di Losanna e uno a quello di Berna. Ci sono poi sei italiani feriti che sono ricoverati tra l’ospedale di Berna e Zurigo, ma a causa delle gravi ustioni per il momento non possono essere spostati. Bertolaso ha detto che forse due di loro saranno trasferiti sabato mattina.
Nel frattempo molti genitori stanno cercando di sapere se i figli, di cui non hanno più notizie, siano tra le persone ferite o tra i morti. Alcuni sono arrivati direttamente a Crans-Montana, altri stanno contattando gli ospedali per sapere se le persone che cercano sono tra quelle ricoverate. Familiari e amici di alcuni dispersi hanno pubblicato foto online e diffuso appelli alle televisioni per trovarli.
Crans-Montana si trova su un altopiano a 1.500 metri di quota, sulle Alpi svizzere. È una località nota soprattutto per i suoi 140 chilometri di piste che raggiungono quota 3.000 metri fino al ghiacciaio Plaine Morte. Per identificare le persone morte è stata mobilitata un’unità chiamata Disaster Victim Identification (DVI), che comprende una trentina di investigatori, esperti forensi, medici e dentisti.
– Leggi anche: I video dell’incendio a Crans-Montana e della fuga dal Constellation



