Identificare i morti di Crans-Montana è complicato
Potrebbero volerci giorni perché la violenza dell'incendio, avvenuto in un locale in Svizzera, ha reso i corpi irriconoscibili

Mathias Reynard, presidente del Consiglio di Stato del canton Vallese, ha detto che potrebbero volerci giorni per identificare le persone morte la notte di Capodanno nell’incendio di un locale a Crans-Montana, stazione sciistica sulle Alpi svizzere. Il motivo principale è che le ustioni riportate dalle persone coinvolte sono tanto gravi da rendere difficile la loro identificazione. Nell’incendio sono morte almeno 40 persone e 115 sono rimaste ferite. Reynard ha detto che gli esperti al lavoro stanno usando campioni di DNA e impronte dentali, per essere sicuri di dare notizie certe ai familiari delle vittime.
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L’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha detto che nessuno dei morti è stato ancora identificato e che ci sono 13 italiani ricoverati negli ospedali svizzeri e all’ospedale Niguarda di Milano, specializzato nel trattamento delle ustioni gravi. Cornado ha anche detto che la polizia svizzera ha identificato quasi tutti i feriti e che sta contattando i parenti per comunicare loro le condizioni dei familiari, e dove sono ricoverati.
Giovedì l’unità di crisi della Farnesina, il ministero degli Esteri, ha detto che 19 famiglie avevano segnalato di aver perso contatti con loro familiari italiani che erano a Crans-Montana. Di 6 di loro non si hanno ancora notizie. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che venerdì mattina dovrebbe andare di persona a Crans-Montana, ha detto che l’identificazione dei feriti è stata difficile perché molte persone ricoverate in gravi condizioni in terapia intensiva non avevano documenti e non erano in grado di parlare.
Nel frattempo molti genitori stanno cercando di sapere se i figli, di cui non hanno più avuto notizie, siano tra le persone ferite o tra i morti. Alcuni sono arrivati direttamente a Crans-Montana, altri stanno contattando gli ospedali per sapere se le persone che cercano sono tra quelle ricoverate. Familiari e amici di alcuni dispersi hanno pubblicato foto online e diffuso appelli alle televisioni per trovarli.
L’incendio si è sviluppato nel seminterrato del locale attorno all’1:30 di notte. Due testimoni hanno detto che sarebbe divampato a causa di alcune candele scintillanti accese su bottiglie di champagne, ma questa ipotesi non è ancora stata confermata da fonti ufficiali. La procuratrice generale del canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha escluso che possa essere stato un attentato. Al momento non si sa con precisione quante persone ci fossero nel locale né quale fosse la sua capienza.



