Il governo dello Yemen ha avviato un’operazione per riprendere le postazioni occupate dal gruppo separatista STC

Un check point dell'STC ad Aden, il 31 dicembre
Un check point dell'STC ad Aden, il 31 dicembre (AP Photo)

Il governo dello Yemen ha avviato, col sostegno dell’Arabia Saudita, un’operazione per riprendere le postazioni e le strutture militari nei territori che a inizio dicembre gli erano stati sottratti dal gruppo separatista Consiglio di Transizione del Sud (o STC). Il governo dello Yemen combatte dal 2014 una guerra civile contro il gruppo politico armato sciita degli Houthi: l’STC in teoria faceva parte dello schieramento del governo, ma ci era entrato in conflitto quando aveva iniziato ad avanzare nel sud del paese. Il governo ha sostenuto che l’operazione sia «pacifica», ma l’STC si è rifiutato di ritirarsi dalle basi e ha riferito di nuovi attacchi aerei sauditi nella provincia di Hadramaut (una delle due che ha occupato, l’altra è quella di Mahra).

Martedì l’Arabia Saudita aveva fatto un primo attacco aereo contro l’STC nel porto di Mukalla, sostenendo di avere distrutto una consegna di armi dagli Emirati Arabi Uniti. Ne era scaturita una crisi diplomatica perché gli Emirati appoggiano sia il governo sia l’STC. La crisi aveva portato gli Emirati ad annunciare il ritiro delle loro forze residue in Yemen. La rottura dell’alleanza locale tra Emirati e Arabia Saudita, così come l’avanzata dell’STC prima e ora la controffensiva del governo, sono gli sviluppi più grandi nella guerra dopo una fase di stallo che durava da circa tre anni.

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