Il parlamento del Kosovo ha completato la nomina della sua presidenza e si è infine insediato, dopo 8 mesi dalle elezioni

Il parlamento kosovaro durante una riunione del 2019
Il parlamento kosovaro durante una riunione del 2019 (EPA/VALDRIN XHEMAJ)

Il parlamento del Kosovo ha completato la nomina della sua presidenza e si è così potuto insediare, sbloccando una crisi istituzionale che andava avanti dalle elezioni di febbraio.

Mancava la nomina di uno dei cinque vicepresidenti, quello che rappresenta la minoranza serba, che sarà Nenad Rašić. Ora il parlamento potrà votare la fiducia a un nuovo governo. A cercarla sarà il primo ministro uscente Albin Kurti, leader del partito vincitore delle elezioni, che aveva la maggioranza relativa ma non quella assoluta. Per riuscire a formare l’esecutivo dovrà quindi trovare alleati, un passaggio tutt’altro che scontato.

Rašić è stato votato sia dal partito populista di Kurti (Vetëvendosje!) sia da alcuni dell’opposizione, ma non ha ricevuto l’appoggio del principale partito della minoranza serba, Srpska Lista, che ha contestato la sua elezione. L’incarico affidato a Rašić è una delle tutele istituzionali della Costituzione kosovara a favore della minoranza serba del Kosovo, che non ha mai accettato l’indipendenza del paese dalla Serbia, avvenuta nel 2008, e ha sempre avuto rapporti tesi con le sue autorità.

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