È morta Maria Cristina Gallo, la paziente oncologica da cui è partito il caso delle migliaia di referti mai consegnati a Trapani 

(ANSA/JESSICA PASQUALON)
(ANSA/JESSICA PASQUALON)

È morta a Mazara del Vallo Maria Cristina Gallo, la paziente oncologica 56enne dalla cui denuncia era nato il caso delle migliaia di referti istologici mai consegnati dall’Azienda sanitaria provinciale (ASP) di Trapani, in Sicilia, per cui attualmente sono indagate 19 persone tra medici e membri del personale sanitario. Gallo aveva un tumore e ricevette i risultati di un esame urgente dopo oltre otto mesi, sviluppando nel frattempo metastasi: aveva denunciato l’ospedale, e poco dopo la procura di Trapani aveva aperto l’indagine attualmente in corso, da cui era emerso che il suo non era un caso isolato.

A Trapani la vicenda era nota da tempo, ma ha assunto una rilevanza nazionale dopo due interrogazioni parlamentari presentate dal vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, di Forza Italia, proprio a partire dal caso di Gallo. Ne era emerso che i referti istologici mai consegnati erano 3.313. Il caso aveva portato a proteste e contestazioni, aveva fatto emergere molti altri problemi nella sanità locale e a maggio aveva portato alle dimissioni del direttore dell’ASP Ferdinando Croce. L’indagine della procura servirà anche a stabilire se esista o meno un nesso causale tra la rilevazione del tumore, il ritardo nella consegna del referto e le conseguenze dello stesso tumore sulla salute dei singoli pazienti, Gallo compresa.

Gallo si era sottoposta a un intervento chirurgico per un fibroma all’utero a dicembre del 2023, nel reparto di ginecologia dell’ospedale della città. Dopo l’intervento era stato prelevato un campione di tessuto dal suo utero per analizzarlo: il referto istologico era arrivato in laboratorio il 15 dicembre del 2023, ma la donna non aveva saputo nulla sui risultati fino al 10 agosto del 2024. Proprio ad agosto, aveva fatto degli accertamenti per via di alcuni dolori, scoprendo di avere ormai varie metastasi e un tumore già al quarto stadio: è l’ultima fase di avanzamento, in cui le cellule tumorali sono ormai diffuse in parti dell’organismo anche lontane dal luogo originale. In quegli otto mesi la donna aveva ripetutamente chiamato l’ospedale per avere notizie sul risultato dell’esame istologico ed eventualmente iniziare delle terapie, senza ricevere risposta. Dopo la denuncia era andata a curarsi a Milano, all’Istituto nazionale dei tumori.

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