L’ONU si è accordata per ridurre le emissioni di gas serra del trasporto marittimo dal 2028, dopo quasi dieci anni di negoziati
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Dopo quasi dieci anni di negoziati venerdì l’Organizzazione marittima internazionale (IMO) delle Nazioni Unite ha raggiunto un accordo per cominciare a ridurre le emissioni di gas serra del trasporto di merci marittimo, la forma più inquinante di trasporto, a partire dal 2028, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica del settore intorno al 2050. L’accordo prevede che dal 2028 si inizino a usare carburanti meno inquinanti di quelli in uso attualmente, e che le società di navigazione che continueranno a farlo dovranno pagare una specie di tassa tarata sulla quantità di gas serra emessi dalle proprie navi. L’accordo, che dovrà essere formalizzato a ottobre ed entrerà in vigore nel 2027, è stato raggiunto nonostante l’opposizione dell’Arabia Saudita, della Russia, degli Stati Uniti e di altri paesi produttori di petrolio. Hanno votato a favore 63 paesi e gruppi di paesi, tra cui l’Unione Europea.
Al trasporto marittimo si deve circa il 3 per cento delle emissioni di gas serra globali, la principale causa del cambiamento climatico. Di questa quota, l’85 per cento è dovuto alle grandi navi che hanno una stazza lorda di più di 5mila tonnellate. L’accordo per ridurre le emissioni è il primo di questo genere che riguarda un intero settore industriale a livello internazionale. In proporzione il trasporto marittimo è il più inquinante perché si fonda sull’uso dei combustibili con maggiori emissioni nocive. Tuttavia non è semplice sostituirli perché sono anche i più economici e un aumento dei costi del trasporto navale avrebbe grosse ripercussioni sui prezzi delle merci trasportate a livello globale.


