La senatrice cilena Isabel Allende dovrà essere rimossa dal suo incarico per una vicenda legata alla vendita della casa del padre

Isabel Allende nel 2015 (AP Photo/Luis Hidalgo)
Isabel Allende nel 2015 (AP Photo/Luis Hidalgo)

Giovedì la Corte costituzionale del Cile ha stabilito che Isabel Allende deve essere rimossa dal suo incarico di senatrice per una vicenda che riguarda la vendita allo Stato della storica casa dove aveva vissuto suo padre, il presidente cileno Salvador Allende, destituito con un colpo di Stato nel 1973. Secondo la Corte, Allende (che non va confusa con l’omonima celebre scrittrice cilena) avrebbe violato un divieto costituzionale che impedisce alle autorità politiche di stipulare contratti con lo Stato. Tuttavia la vendita della casa, che si trova a Providencia, un comune nella regione della capitale Santiago, non è mai stata completata.

A fine dicembre il governo di sinistra del presidente Gabriel Boric aveva annunciato la decisione di comprare la casa della famiglia Allende con l’obiettivo di trasformarla in un museo per ricordare Salvador Allende. La famiglia era disposta a venderla, ma la proposta aveva suscitato molte polemiche in Cile perché una dei comproprietari della casa è la ministra della Difesa, Maya Fernández Allende, nipote di Salvador Allende. Il governo aveva quindi fermato l’acquisto e a inizio gennaio la ministra dei Beni nazionali, Marcela Sandoval, si era dimessa su richiesta di Boric (il ministero dei Beni nazionali aveva gestito la trattativa). Il 10 marzo si è dimessa anche Fernández Allende.

Il Partito Repubblicano di estrema destra e la coalizione di destra Chile Vamos avevano comunque chiesto alla Corte costituzionale di accertare se Isabel Allende, anche lei comproprietaria, avesse violato un divieto costituzionale. La Corte ha dato loro ragione con la maggioranza dei voti (otto su dieci). Allende, che è parlamentare socialista da 31 anni, ha ribadito che la sua famiglia aveva seguito tutte le procedure legali per l’acquisto, mai concretizzato, e che non aveva mai inteso sfruttare la sua posizione per ottenere un guadagno personale, come aveva già detto a inizio gennaio.